· Città del Vaticano ·

Riflessioni sugli anziani e la Bibbia

Ricchezze da offrire

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
20 aprile 2021

Fra le riflessioni e gli insegnamenti che questa pandemia ci ha obbligato a considerare il “ritorno alla normalità” dovrà includere cambi di rotta e modifiche sociali che dalla passata “normalità” si dovranno dissociare, inserendo valori e priorità diverse. Ricostruire un futuro nel quale gli anziani siano inclusi e non emarginati è tra le più importanti e necessarie, non solo perché proprio loro hanno pagato il più alto prezzo in termini di perdite, ma per la drammatica solitudine cui sono stati costretti a vivere negli ospedali, nelle Rsa e fra le pareti domestiche sovente non condivise con altri. Gli anziani e la Bibbia. Letture spirituali della vecchiaia (Brescia, Morcelliana, 2020, pagine 224, euro 18) è un libro al quale gli autori avevano iniziato a lavorare prima del covid-19 e che offre modo di approfondire e soffermarsi, attraverso gli anziani del Vecchio e Nuovo Testamento, sulla forza delle loro figure.

Scritto a tre mani da Maria Cristina Marazzi, medico e docente universitario, consulente di progetti internazionali solidali verso le fasce più deboli legati alla Comunità di Sant’Egidio, da Ambrogio Spreafico, dal 2008 vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, biblista e docente di Sacra Scrittura e dal 2016 presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, e da Francesco Tedeschi, sacerdote e docente di liturgia e teologia sacramentaria con la Comunità di Sant’Egidio, presente nell’attività pastorale e di sostegno agli anziani.

Con una prefazione di Andrea Riccardi, storico e fondatore della comunità, le pagine narrano fra gli altri le vicende di Noè, Abramo, Giobbe, Zaccaria, Nicodemo, Simeone e Anna, ci ricordano il loro rapportarsi con la vita e la società dell’epoca, il travaso di sapienza e amore verso i giovani, un vivere spiritualmente dinamico seppur rallentato dall’età. Al contrario oggi che la vita si è allungata e che il popolo degli anziani è diventato parte considerevole delle nostre città, non ci si è interrogati sull’evoluzione del loro ruolo, sul valore aggiunto che essi possono offrire, ai loro coetanei per affinità come a tutti noi. Eppure non siamo riusciti a dare risposta su cosa voglia dire una società per tutti, dove ognuno è parte integrante per quel che può offrire e ricevere: «È avvenuto così anche nella Chiesa, nonostante il popolo anziano rappresenti una parte cospicua dei fedeli. Si è pensato poco ai vecchi. La pastorale ha guardato ai giovani, vedendo in loro il futuro — ha spiegato presentando il libro Andrea Riccardi — gli anziani sono stati spesso gli “utenti” sicuri, sui quali non era necessario interrogarsi e forse non andavano nemmeno ascoltati a fondo... Peccato! Perché questa esistenza prolungata rappresenta veramente un segno per la Chiesa e la società di oggi».

È sicuramente difficile rapportare la ricchezza aggiunta che possono donare gli anziani ai messaggi quotidiani del mondo reale e virtuale, dove prestanza ed efficienza fisica sono discriminanti; ciò nonostante essi chiedono di essere parte integrante delle nostre vite, lo dimostrano in tanti, come quelli che proprio mediante le attività del movimento «Viva gli anziani», portato avanti dalla Comunità di Sant’Egidio, operano ogni giorno sul territorio comunale: «Anche nella mia vita c’è ancora molto da fare — spiega Maria Sofia Soli, di «Viva gli anziani» — sono una nonna di 87 anni e aiutare i miei coetanei meno fortunati, ognuno di noi con le proprie capacità, è consolante e al tempo stesso una forma di preghiera».

di Susanna Paparatti