· Città del Vaticano ·

La morte del primo porporato del Lesotho, che per 36 anni aveva guidato la diocesi di Mohale’s Hoek

Quando
Sebastian Koto Khoarai
battezzò suo padre

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20 aprile 2021

È morto sabato 17 aprile, all’età di 91 anni, il cardinale Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale’s Hoek, nella Lebreton House di Mazenod, una residenza per religiosi anziani e malati che i missionari Oblati di Maria Immacolata hanno aperto in Lesotho. Nato l’11 settembre 1929 a Koaling, nella diocesi di Leribe, era stato ordinato sacerdote il 21 dicembre 1956. Il 10 novembre 1977 era stato nominato primo vescovo di Mohale’s Hoek. E il 2 aprile 1978 aveva ricevuto l’ordinazione episcopale. Aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi l’11 febbraio 2014. Creato cardinale nel Concistoro del 19 novembre 2016, non aveva potuto prendere parte alla celebrazione per motivi di salute. Il 21 gennaio 2017 aveva ricevuto in Lesotho la berretta cardinalizia, l’anello e il titolo di San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia.

Sebastian Koto Khoarai è stato il primo cardinale del Lesotho e per 36 anni è stato vescovo di Mohale’s Hoek, lasciando il suo servizio a 84 anni di età. Ma forse il momento più significativo del suo lungo ministero è stato quando, due giorni dopo essere stato ordinato sacerdote — era il 23 dicembre 1956, a poche ore dalla celebrazione del Natale — ha battezzato suo padre Mafa.

Era nato nel 1929 a Koaling, nella diocesi di Leribe, nell’allora colonia britannica del territorio di Basutoland, che aveva preso poi la denominazione di “Regno del Lesotho” quando aveva ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito il 4 ottobre 1966.

Figlio di Mafa Khoarai e di Elizabeth “M”a Khoaraim, era stato battezzato all’età di undici anni, il 12 dicembre 1940, nella chiesa di San Paolo a Butha-Buthe.

Dopo aver frequentato la scuola Saint Paul, era entrato nella congregazione dei missionari Oblati di Maria Immacolata. Era stato ammesso al noviziato il 5 gennaio 1950 e aveva emesso la professione religiosa solenne il 6 gennaio 1951.

Aveva quindi completato gli studi di filosofia e teologia nel seminario maggiore di Sant’Agostino a Rome, città del Lesotho nell’arcidiocesi di Maseru, e aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 21 dicembre 1956: due giorni dopo, appunto, aveva avuto la gioia di battezzare il padre.

Il suo primo incarico era stato quello di prefetto di disciplina nel seminario minore di Maseru. Poi era diventato rettore del seminario di Leribe. Dopo esser stato parroco della Mount Royal Mission, nella diocesi di Leribe, era stato nominato superiore della comunità oblata nella località di Mazenod e, più tardi, parroco sempre a Mazenod. Alcuni anni dopo, mentre il Paese si avviava all’indipendenza, era stato eletto provinciale della sua congregazione per il Basutoland.

Nel 1971 l’arcivescovo di Maseru lo aveva nominato suo vicario generale e parroco della cattedrale. Nel 1975 era diventato il primo direttore nazionale della Pontificia opera missionaria in Lesotho e assistente della Commissione per l’apostolato dei laici.

Il 10 novembre 1977, con la bolla Ut fert creditum, Papa Paolo vi aveva eretto la nuova diocesi di Mohale’s Hoek, ricavandone il territorio dall’arcidiocesi di Maseru, della quale è suffraganea. Contestualmente lo aveva nominato, quarantottenne, primo vescovo.

Aveva ricevuto l’ordinazione episcopale l’anno dopo, nella cattedrale di San Patrizio a Mohale’s Hoek, da monsignor Alfonso Liguori Morapeli, suo confratello, arcivescovo metropolita di Maseru. Conconsacranti erano stati monsignor Joseph Patrick Fitzgerald, anch’egli oblato di Maria Immacolata, arcivescovo-vescovo di Johannesburg, in Sud Africa, e monsignor Paul Khoarai, vescovo di Leribe.

Nella stessa cerimonia aveva anche preso possesso della diocesi. Come motto episcopale aveva scelto In matrem semper habebunt.

Tra il 1982 e il 1987 era stato presidente della Conferenza episcopale del Lesotho e grazie anche alla sua azione la Chiesa cattolica era diventata la prima istituzione educativa del Paese.

Nel settembre 1988 aveva accolto Giovanni Paolo ii nella sua storica visita pastorale in Lesotho, durante la quale era stata celebrata la beatificazione di uno dei primi missionari, padre Joseph Gérard, anch’egli religioso degli oblati di Maria Immacolata.

Il 14 aprile 1996 e il 6 giugno 2005 aveva compiuto la visita «ad limina Apostolorum», incontrando Papa Wojtyła e Benedetto xvi .

Aveva guidato la diocesi per 36 anni, fino a quando, nel 2014, Papa Francesco aveva accettato la sua rinuncia al governo pastorale. Aveva 84 anni. E il successivo 10 maggio aveva ordinato vescovo il suo successore, John Joale Tlhomola, fino a quel momento direttore generale dell’istituto secolare Servants of Christ the Priest, in una cerimonia davanti alla cattedrale di San Patrizio.

Sotto la sua guida, nella diocesi di Mohale’s Hoek i battezzati erano aumentati di oltre il 20 per cento, con un numero crescente di vocazioni al sacerdozio, tanto che il seminario maggiore non riusciva ad accoglierle tutte. La diocesi, composta da venti parrocchie, conta oltre settecentomila abitanti e di questi oltre quattrocentomila sono cattolici (circa il 60 per cento).

Particolarmente vicino alle persone povere, da lui aiutate personalmente fino agli ultimi giorni di vita, aveva sostenuto il servizio della Caritas. E aveva anche fortemente voluto un orfanotrofio che si occupasse concretamente dei bambini abbandonati.

Insignito della porpora da Papa Francesco nel 2016, non aveva potuto prendere parte alla celebrazione del Concistoro nella basilica Vaticana. E così nel gennaio del 2017 l’arcivescovo Peter Bryan Wells, nunzio apostolico in Lesotho, e il cardinale sudafricano Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban, gli avevano consegnato — durante una solenne celebrazione eucaristica con una grande partecipazione popolare — la berretta cardinalizia, l’anello e il titolo presbiterale di San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia, alla presenza del re del Lesotho, Letsie III.


Il cordoglio del Pontefice


Pubblichiamo la traduzione italiana del telegramma di cordoglio fatto pervenire dal Papa a monsignor John J. Tlhomola, vescovo di Mohale’s Hoek.

Avendo appreso con tristezza della morte del Cardinale Sebastian Koto Khoarai, porgo le mie sentite condoglianze a lei, al clero, ai religiosi e ai laici della diocesi di Mohale’s Hoek. Con gratitudine per la testimonianza di vita consacrata come oblato di Maria Immacolata del Cardinale Khoarai, il suo lungo impegno nella promozione delle vocazioni al sacerdozio e la sua dedizione all’apostolato educativo della Chiesa in Lesotho, mi unisco volentieri a lei nel pregare perché il nostro Padre celeste possa concedergli il premio per il suo instancabile lavoro e accoglierne la nobile anima nella gioia del Suo regno eterno. A tutti coloro che piangono la dipartita del Cardinale defunto nella speranza certa della risurrezione, imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica come pegno di consolazione e pace in Gesù Cristo nostro Salvatore.

Franciscus PP.