· Città del Vaticano ·

Il dicastero ecumenico ricorda l’antico presidente

Fermenti di unità
e di pace nell’opera
del cardinale Cassidy

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20 aprile 2021

«Come può esserci pace nel mondo se noi nelle Chiese non siamo fermenti di unità e di pace? Il cardinale Edward Idris Cassidy, come presidente del Pontificio consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, ha contribuito a questa pace, di cui abbiamo tanto bisogno». Così il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del dicastero ecumenico, ha ricordato il suo predecessore australiano, durante la messa di suffragio svoltasi in Vaticano lunedì 19 aprile.

Guidato dall’attuale presidente, il cardinale Kurt Koch, il personale del dicastero si è ritrovato nella chiesa di Santa Maria della Pietà in Camposanto dei Teutonici, per ricordare il compianto porporato, morto a 96 anni lo scorso 10 aprile in Australia, dov’era tornato nel 2001 dopo oltre trent’anni al servizio della Sede apostolica, prima come rappresentante pontificio, poi come sostituto della Segreteria di Stato, infine come successore del cardinale Willebrands alla presidenza del Pontificio consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani.

All’omelia il cardinale Koch — col quale hanno concelebrato lo stesso Kasper e il vescovo segretario Brian Farrell — ha commentato il salmo 121 e la preghiera di Gesù prima della sua Passione (Giovanni 17). In proposito ha rilanciato un discorso di Cassidy a Treviri, ove, riferendosi alla tunica inconsutile di Gesù Cristo, affermava con dolore che essa si mostra «oggi a brandelli e a pezzi, in confessioni e denominazioni che, nel corso della storia, spesso hanno lottato l’una contro l’altra invece di adempiere il mandato del Signore di essere una cosa sola». Del resto, ha osservato il celebrante, il cardinale Cassidy «ha lavorato con passione per l’adempimento della preghiera di commiato di Gesù: che tutti siano una cosa sola». E i suoi «sforzi per ripristinare l’unità sono stati alimentati dalla sua chiara diagnosi su quanto è in gioco, per la fede cristiana e per il suo annuncio, con la divisione dei cristiani». Ecco allora che — ha concluso Koch individuando in ciò «l’eredità» lasciata da Cassidy — «solo chi soffre a causa della situazione del cristianesimo tuttora diviso, può trovare la passione di lavorare a favore dell’unità».

Nell’elogio funebre, da parte sua, il cardinale Kasper si è affidato a ricordi personali — essendo stato Cassidy la prima persona incontrata nel Pontificio consiglio quando venne a Roma 22 anni fa — e ha confidato di aver trovato in lui non «un diplomatico abbottonato» ma «una persona di cuore, simpatica, aperta, senza complicazioni, diretta, affidabile», con «senso dell’umorismo». Inoltre, come presidente Cassidy aveva «capito come rendere il mestiere diplomatico ecumenicamente fruttuoso per superare le trincee, costruire ponti e sanare vecchie ferite».

Elogiandone il lavoro come primo presidente della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, Kasper ha spiegato che Cassidy «si preoccupava di sanare lo scisma primordiale della storia della Chiesa», segnato dalla tragedia «dell’assassinio di milioni di ebrei» da parte «di un popolo di lunga tradizione cristiana». Perciò, «sulla base della dichiarazione conciliare Nostra aetate, si mise a redigere un documento che affrontasse onestamente questa mostruosità: Noi ricordiamo. Una riflessione sulla Shoah (1998). Poi nella celebrazione del Grande Giubileo del 2000, ha lamentato a San Pietro i peccati che purtroppo non pochi cristiani hanno commesso contro il popolo dell’alleanza e ha iniziato passi di riconciliazione».

Dopodiché il porporato tedesco ha accennato al ruolo del confratello australiano nell’incontro con le Chiese ortodosse orientali, con quelle bizantine e soprattutto con la Federazione mondiale luterana attraverso la Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione ad Augusta il 31 ottobre 1999. È stata «una svolta», oltre che «la base per commemorare il 500° anniversario della Riforma per la prima volta non gli uni contro gli altri, ma gli uni con gli altri» nel 2017. Infine Kasper ha fatto riferimento alla commemorazione «dei martiri ecumenici del xx secolo al Colosseo» nel 2000, di cui Cassidy fu tra i protagonisti.