· Città del Vaticano ·

La storia

Il ricatto, il rilascio e
gli ostaggi che nessuno vede

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16 aprile 2021

È stata liberata la madre di Wilton, il bambino abbandonato nel deserto dai rapitori di migranti e ripreso in un video divenuto virale


Potenza di un’immagine che ci ha reso tutti testimoni globali di uno spregevole ricatto, Wilton aveva avuto il privilegio di sollevare il visino sopra la folla anonima dei 20.000 minori latinoamericani trovati a vagare in abbandono al confine fra Texas e Messico. Bambini che spesso finiscono predati dalla mafia messicana appostata come un uccellaccio nel deserto per spillare riscatti alle famiglie dei disperati. Tanti come Wilton, 10 anni, partito dal Nicaragua con la mamma Meyling. Ma lui l’abbiamo visto emergere come un piccolo fantasma dalle sabbie del deserto texano, ripreso dallo smartphone di un agente di frontiera. «Per favore, mi puoi aiutare. Mi hanno buttato qui. Sono solo, ho paura». Tutti eravamo lì quando Wilton nel deserto diceva: «Sono solo».

È emerso poi che, giorni prima, madre e bambino erano stati respinti alla frontiera con il Texas e che in Messico erano stati sequestrati dai trafficanti che avevano chiesto un riscatto ai parenti. Si è parlato, con tutte le riserve del caso, di un piccolo gruzzolo messo insieme dalla famiglia. Sta di fatto che i sequestratori non hanno ritenuto conveniente l’«investimento». Hanno trattenuto la madre e «buttato» il piccolo nel deserto. La donna poteva ancora fruttare qualche cosa. Si apprende ora che anche la mamma di Wilton sarebbe tornata libera. Dovrebbero essere presto riuniti per chiudere definitivamente una storia orribile di migrazione e sfruttamento che per la famigliola potrebbe avere nuovi capitoli. La corsa alla speranza di una vita semplicemente normale, infatti, non si fermerà. Né per Wilton, né per la sua mamma, né per le decine di migliaia di bambini e ragazzini che si fanno da balia l’uno con l’altro mentre, per mano, saltano un confine come piccoli numeri che nessun video ci mostra.

di Chiara Graziani