· Città del Vaticano ·

Santa Gemma Galgani

I segni della Passione
in un cuore d’amore

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10 aprile 2021

Scriveva Goethe: «Dovremmo parlare di meno e disegnare di più. Personalmente io vorrei rinunciare del tutto alla parola e comunicare tutto quello che ho da dire disegnando». Il disegno e il misticismo hanno qualcosa in comune: la matita segna il foglio e fa nascere immagini, il mistico vive di immagini che divengono, poi, segni concreti nella propria vita.

Così è stato per santa Gemma Galgani. I segni della Passione si sono — con una forza inaudita — impressi sulla sua pelle. Il suo corpo, la grande tela su cui il Signore ha voluto imprimere il rosso delle gocce di sangue sgorganti dalla corona di spine, simbolo della regalità di Cristo.

Sulla trama della vita contemplativa della santa troviamo — come inchiodati — avvenimenti, visioni, colloqui con angeli, santi e perfino con Gesù e Maria. Nel suo Diario, al giorno 19 luglio 1900, è scritto: «Come fare, veder soffrire Gesù e non aiutarlo? Mi sentii allora tutta in un gran desiderio di patire, e chiesi a Gesù di farmi questa grazia. Mi contentò subito, e fece come aveva fatto altre volte. Mi si avvicinò, si tolse dal suo capo la corona di spine e la posò sul mio». Queste parole cariche di santa accettazione per la sofferenza, dense di passione — e la passione vuol dire soprattutto amore — per Cristo in croce risultano davvero scandalose per un’epoca in cui era dominante il moderno pensiero: l’energia elettrica incominciava a illuminare le case e la scienza medica faceva enormi progressi, generando felicità, sicurezza e salute per tutti. Ma si trattava di una società che aveva dimenticato — soprattutto — Dio. E il Signore vuol dire fondamentalmente amore. L’equazione è semplice, e non c’è bisogno di scienziati per capirlo.

Gemma è una voce ex coro, perché parla con il cuore. Le visioni, gli insegnamenti della santa, infatti, potrebbero semplicemente essere racchiusi in una sua frase: «Soffrire insegna ad amare». E lei ha amato soprattutto con il cuore. Un cuore che — dopo la seconda ricognizione del corpo, avvenuta nell’ottobre del 1909 — fu ritrovato di un color rosso acceso, colmo di sangue come se fosse vivo. Ancora una volta, il nome della santa era collegato a fatti straordinari a cui la scienza non era riuscita a dare una spiegazione. E se il fisico Albert Einstein dichiarava che la più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero perché solo in questo vi è «il seme di ogni vera scienza», possiamo considerare la Passione vissuta da Gemma Galgani un’ottima prova scientifica della santità.

di Antonio Tarallo