· Città del Vaticano ·

La proposta della Comunità di Taizé per accogliere studenti universitari nel rispetto delle norme sanitarie

Lezioni a distanza
e preghiere in presenza

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09 aprile 2021

Mentre il governo francese sta applicando misure più restrittive al fine di contenere la diffusione del coronavirus sul territorio, non mancano gli esempi di quanti, sul fronte delle comunità religiose, intendono rimanere accanto a chi soffre di più per gli effetti della lotta alla pandemia, e in particolare i giovani. «Ultimamente, si è tanto parlato di una delle principali conseguenze del covid-19: la crescente solitudine degli studenti universitari che, a volte da più di un anno, sono costretti a seguire la didattica a distanza», osserva la Comunità ecumenica di Taizé, spiegando così la sua decisione di accogliere — nel rispetto della normativa anti-contagio — persone che desiderano studiare in maniera autonoma senza rinunciare ad un minimo di vita in comune. Un servizio speciale proposto per un mese ma che si può estendere fino alla fine dell’anno accademico. In cambio di una sessantina di euro a settimana — o di meno per chi ha difficoltà finanziarie — e di un’attestazione di tampone negativo, vengono garantiti l’alloggio, la distribuzione di tre pasti al giorno, senza dimenticare una connessione Internet ad alta velocità. È prevista inoltre la possibilità di usufruire di un servizio di lavanderia.

La vita comunitaria a Taizé significa anche partecipare per quanto possibile alle preghiere quotidiane, ma anche alle pulizie degli spazi comuni, a cominciare dalla sala da pranzo. Infine è possibile essere presenti, due volte a settimana, ad un tempo di riflessione sulla Bibbia, o svolgere attività di volontariato. A ciascuno degli ospiti è proposto un accompagnamento personale condotto da un membro della comunità.

Le attività elaborate da Taizé per i giovani non si fermeranno con l’arrivo delle vacanze estive: dal 22 al 29 agosto è prevista la tradizionale settimana di riflessione su vari temi alla luce della fede rivolta a studenti, volontari, persone entrate nel mercato del lavoro o ancora disoccupate. Il programma include una meditazione biblica quotidiana alla fine della preghiera del mattino da parte di un fratello, diversi seminari su argomenti spirituali, sociali, politici, economici o artistici, nonché piccoli gruppi di riflessione. Durante la settimana interverranno diversi ospiti: operatori di solidarietà, rappresentanti di organizzazioni internazionali o comunità religiose.

«La pandemia e le sue conseguenze che non cessano di farsi sentire ci impongono di perseverare nella fiducia», commentava fratel Alois, priore di Taizé, in occasione della messa di Pasqua, rivolgendosi in particolare «a chi è malato, alle famiglie che hanno perso una persona cara, al coraggioso personale infermieristico, e a tutti coloro che attraversano questo periodo difficile in solitudine». «Poiché il nostro mondo è messo alla prova da tanta sofferenza e poiché la bella speranza umana è così spesso scossa, mi sembra ancora più importante pregare insieme, sentirci in comunione, vicini gli uni agli altri, in amicizia», affermava il religioso.

di Charles de Pechpeyrou