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Dopo la vittoria elettorale del partito Inuit Ataqatigiit

Groenlandia, la svolta
ambientalista
impressa dagli inuit

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09 aprile 2021

Svolta in Groenlandia. Il principale partito di opposizione del Paese, che si oppone a un progetto minerario legato all’estrazione delle terre rare in nome della difesa delle popolazioni indigene e dei loro territori, ha vinto le elezioni politiche ottenendo più di un terzo dei voti.

Con il 36,6% dei voti, l’Inuit Ataqatigiit, formazione di sinistra, ambientalista e indipendentista fondata nel 1976, finora all’opposizione, ha sconfitto i socialdemocratici di Siumut che dominavano la vita politica groenlandese dal 1979. È la seconda volta, dopo quella del 2009, che i socialdemocratici perdono la guida del Paese. Dopo una campagna incentrata su un controverso progetto minerario, il voto ha premiato il partito che vi si opponeva sostenendo che autorizzare il Kuannarsuit, un gigantesco progetto di estrazione di terre rare e uranio nel sud del Paese, avrebbe danneggiato l’ambiente incontaminato dell’isola. La Groenlandia possiede uno dei più grandi giacimenti al mondo di terre rare, preziosi minerali necessari soprattutto per la tecnologia digitale e militare.

Senza una maggioranza assoluta, lo scenario più probabile è ora che Inuit Ataqatigiit si allei con altri partiti per formare una coalizione di governo. Il leader 34enne, Mute Egede, ha già annunciato che inizierà subito i colloqui con le altre formazioni. «La gente ha parlato», ha scritto in un post su Facebook. «La vostra fiducia ci dà una grande responsabilità; la vostra fiducia ci impegna in una grande responsabilità che ci sforzeremo di soddisfare». Se sarà confermato capo del governo, Mute Egede sarà il più giovane primo ministro al mondo, se pure di un territorio autonomo.

Lo Inuit Ataqatigiit non si oppone in generale all’estrazione mineraria. Il suo principale obiettivo è quello di difendere i diritti delle popolazioni indigene e l’integrità dei loro territori. Anche per questo, il partito ha annunciato di voler firmare l’Accordo di Parigi sul clima. La Groenlandia è infatti uno dei pochi Paesi a non averlo ratificato.

Tuttavia, il progetto Kuannarsuit è oggetto di un’aspra contesa da anni a causa del suo possibile impatto ambientale. Il dibattito ha provocato profonde divisioni sul piano politico e sociale. In effetti, la maggior parte dei groenlandesi vede nell’estrazione mineraria un elemento chiave per raggiungere l’indipendenza, ma ovviamente non ad ogni costo.

L’isola di 56.000 persone fa parte del Regno di Danimarca ma gode di ampia autonomia.