· Città del Vaticano ·

Si teme oltre un milione di profughi entro giugno

Mozambico, migliaia
in fuga dalle violenze

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
08 aprile 2021

È sempre più preoccupante il numero delle persone costrette alla fuga nel Mozambico settentrionale, a causa delle violenze nella provincia di Cabo Delgado. I combattimenti tra forze di sicurezza statali, aiutate da contractor, e gruppi armati — miliziani jihadisti di al-Shabaab, collegati al sedicente Stato islamico — hanno inoltre prodotto una «situazione catastrofica per i diritti umani». Lo riferisce l’Unhcr, evidenziando che oramai si parla di almeno 500mila persone sfollate e 700mila in assoluto bisogno di assistenza umanitaria.

L’escalation di violenza a Cabo Delgado ha gravemente compromesso le strutture sanitarie, idriche e di accoglienza. Scarseggiano anche i generi alimentari. La maggior parte dei nuovi arrivati sono donne e bambini con poche cose al seguito, traumatizzati per le atrocità di cui sono stati testimoni e preoccupati per i familiari lasciati indietro. Se la violenza non si ferma — avverte l’Onu — il numero dei civili costretti alla fuga potrebbe superare la soglia del milione entro giugno.

Il recente attacco alla città costiera di Palma — che ha provocato un alto numero di morti — ha messo in fuga almeno 11.000 persone, mentre altre migliaia sono rimaste intrappolate nell’area. I civili sono stati costretti a cercare sicurezza a Pemba Nangade, Mueda e Montepuez, dove sono arrivati a piedi e in barca a partire dallo scorso 24 marzo.

Intanto, ieri è arrivata la conferma da parte del è presidente mozambicano, Filipe Nyusi, che «i jihadisti sono stati cacciati da Palma», ma ha aggiunto «non dichiariamo vittoria, perché la lotta al terrorismo continua».