· Città del Vaticano ·

Giubileo a Messina per la basilica di Sant’Antonio

Luce e calore di carità

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03 aprile 2021

«La basilica di Sant’Antonio rappresenta ancora oggi per l’intera comunità messinese un focolare che irradia luce e calore di carità»: è quanto spiega al nostro giornale il padre rogazionista, Mario Magro, rettore della basilica-santuario del Sacro Cuore di Gesù e di Sant’Antonio e presidente del Collegamento nazionale dei santuari. A 100 anni dalla posa della prima pietra, avvenuta il 3 aprile del 1921 per volontà di sant’Annibale Maria Di Francia «questo luogo, oggi come allora — aggiunge — rappresenta la speranza della rinascita. Un secolo fa il terremoto (1908), adesso la pandemia, ma noi dobbiamo andare avanti con fede e speranza».

Padre Annibale Maria Di Francia, fondatore delle congregazioni dei rogazionisti del Cuore di Gesù e delle figlie del Divino Zelo, sognava un tempio maestoso, dove pregare Dio Padrone della Messe per le vocazioni e sant’Antonio di Padova, e nel 1906 lanciò un invito a tutti i devoti del santo taumaturgo affinché concorressero alla sua edificazione con l’obolo. Il terremoto non affievolì lo spirito rogazionista di padre Annibale, anzi gli diede più vita: ci fu infatti uno slancio di devozione e finalmente avvenne la posa della prima pietra. «Quel 3 aprile — ricorda Magro — era domenica in Albis, quest’anno è invece sabato santo, per questa ragione abbiamo deciso di spostare i festeggiamenti a giovedì 8 con l’apertura dell’Anno santo». Si tratta di un evento che non è solo celebrativo, ma anche evocativo di un’immensa carità che sant’Annibale ha elargito a centinaia di poveri e ha incrementato una cultura dell’attenzione al povero. «Ancora oggi quest’opera di carità — spiega il rettore — continua attraverso i suoi figli, che si prendono cura di oltre 300 persone, con 2 mense per i poveri, comunità alloggio per ragazzi in difficoltà, migranti, e centri di ascolto. Ci svegliamo all’alba e, insieme ai miei 5 confratelli, iniziamo la nostra opera di carità, ascoltando chi ha bisogno e cercando di andare incontro alle esigenze di tutti». Il religioso non nasconde la sua amarezza per la situazione nella vivono centinaia di persone. «E non si tratta di migranti, ma di famiglie messinesi». Alla mensa viene distribuito anche cibo da asporto. «Dobbiamo ringraziare supermercati e negozi che ci sostengono, ma anche tanti privati. L’intera città si sente chiamata in causa da questa crisi». E per farci capire quanto sia grave la situazione, il nostro interlocutore dice: «Abbiamo 3.000 euro di bollette che le famiglie non riescono a pagare. La situazione è difficile, ma ci stringiamo attorno a sant’Antonio e a sant’Annibale Maria Di Francia».

Ricco il calendario degli eventi. Giovedì 8, alle 18, nella basilica solenne apertura dei festeggiamenti e celebrazione della messa presieduta dal vescovo ausiliare di Messina Cesare Di Pietro. L’11 aprile alle 17.30: solenne pontificale presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e lettura della Bolla Pontificia per l’apertura del Giubileo. Seguirà una processione interna con le reliquie di sant’Antonio e l’omaggio alle spoglie mortali di sant’Annibale. Il 13 aprile, alle 18, messa presieduta dall’arcivescovo di Messina, Giovanni Accolla.

di Francesco Ricupero