· Città del Vaticano ·

Appello alla generosità dei fedeli per la Colletta del Venerdì santo

Perché la Terra Santa viva

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01 aprile 2021

Nel corso di tutto il 2020, in Terra Santa come nel resto del mondo, siamo stati messi a dura prova dalla pandemia che ha paralizzato buona parte delle attività economiche, ha bloccato il movimento delle persone e quindi anche dei pellegrini, ha messo in sofferenza e in stato di indigenza la maggior parte delle famiglie, ha sprofondato molte persone nella solitudine e nell’isolamento.

Nonostante o forse proprio a causa di questa situazione, come frati della Custodia di Terra Santa abbiamo cercato di intensificare il nostro impegno per vivere la nostra missione: quella che san Francesco ha voluto intraprendere nel 1217, di essere presenti come lievito di vangelo in un contesto a maggioranza di altra religione e la missione che la Chiesa ci ha affidato, ufficialmente a partire dal 1342, di custodire i luoghi santi della nostra redenzione e la piccola comunità cristiana che qui ancora esiste e resiste, a dispetto delle avverse condizioni della storia e della globalizzazione dell’indifferenza.

Non abbiamo chiuso i santuari, ma abbiamo cercato di valorizzarli, intensificando in questi luoghi speciali della fede la nostra invocazione a nome dell’intera umanità e la nostra intercessione per l’umanità intera. Abbiamo cercato di rendere accessibili questi luoghi anche in modo virtuale, trasmettendo le varie celebrazioni durante l’anno, per mantenere vivo il legame con i fedeli e i pellegrini di tutto il mondo.

Non abbiamo smesso di prenderci cura delle nostre parrocchie, con i loro fedeli, siano essi locali di lingua araba, ebraica o greca, siano essi migranti lavoratori stranieri o rifugiati. Le celebrazioni — pur con molte restrizioni — sono continuate. I sacramenti hanno continuato a nutrire la vita dei nostri fedeli. È continuato l’impegno di catechesi. È continuata la cura degli ammalati, anche di quelli di covid-19, ed è continuato l’accompagnamento dei moribondi, per non abbandonarli a una morte priva di dignità umana e cristiana. È continuato l’impegno caritativo per venire incontro a popolazioni provate non solo dalla pandemia, ma anche dai disastri della guerra e dalle leggi ciniche e crudeli dei mercati, dall’assenza di assistenza sociale, dal dover ricorrere a mendicare per potersi curare, per soddisfare i bisogni di tutti i giorni o per mandare a scuola i propri figli. Non abbiamo chiuso le scuole e abbiamo continuato a prenderci cura dell’educazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani.

Tutto questo, ovviamente, ha un costo e gran parte di questo costo viene annualmente coperto dalla Colletta del Venerdì santo e dalla generosità dei fedeli di tutto il mondo. Il 2020 anche per noi è stato un anno in cui le uscite necessarie a portare avanti la nostra missione sono rimaste consistenti, mentre le entrate sono state minime, perché proprio la Colletta per la Terra Santa in molte parti del mondo non si è celebrata. Quest’anno, perciò, più ancora che negli anni passati, noi frati della Custodia di Terra Santa ci facciamo mendicanti e ci appelliamo alla generosità dei cristiani di tutto il mondo.

Come ci ricorda Papa Francesco nella sua ultima enciclica, riflettendo sulla parabola del buon samaritano: «Ogni giorno ci troviamo davanti alla scelta di essere buoni samaritani oppure viandanti indifferenti che passano a distanza» (Fratelli tutti, 69). Confidiamo ancora che i cristiani di tutto il mondo anche quest’anno, il Venerdì santo, ci aiutino secondo le loro possibilità, secondo la generosità del loro cuore, perché anche noi possiamo poi aiutare quelli che ne hanno bisogno in Terra Santa e in vari altri paesi del Medio 0riente.

di Francesco Patton
Custode di Terra Santa