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Parità vo cercando

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30 aprile 2021

Mettersi in ascolto dell’esperienza delle donne “con attenzione” e “coraggio”. È l’invito rivolto a tutti i gesuiti dal preposito generale, Arturo Sosa, che, l’8 marzo, ha annunciato la creazione di una commissione internazionale sul ruolo e le responsabilità femminile nella Compagnia di Gesù. Formata da sei donne — impegnate a vario titolo, dalla Colombia al Kenya, in organismi del mondo ignaziano — un laico e tre gesuiti, la nuova realtà nasce dalla sfida lanciata da padre Sosa all’Assemblea per il 50esimo anniversario del segretariato per la Giustizia sociale e l’ecologia. Allora, il generale invitò a considerare “il posto delle donne nelle nostre istituzioni e priorità apostoliche” e la delegazione femminile rispose prontamente chiedendo un organismo ad hoc. La questione è stata più volte toccata da padre Sosa: nel 2017 aveva definito non ancora raggiunta “la pienezza della partecipazione delle donne”. L’anno dopo, durante un briefing del Sinodo: “Se c’è un malessere, è un segno che qualcosa non va bene e può essere un’occasione per individuare un sentiero e andare avanti”. Le donne in commissione sono Donna Andrade, Maria Elissa Jayme Lao, Maria del Carmen Muñoz, Mary Sujita, Cecilia Vanneste, Catherine Waiyaki.

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La parità di genere nella Chiesa si intreccia, per alcune correnti di pensiero, con la richiesta del sacerdozio femminile. Dibattito questo particolarmente vivace ora in Germania dove, Weil Gott es so will (Perché Dio lo vuole), il libro di suor Philippa Rath, badessa benedettina dell’Abbazia di santa Ildegarda a Ruedesheim-Eibingen, fa molto discutere dentro e fuori il mondo ecclesiale, e con accenti diversi. Suor Philippa ha anche aderito a una campagna internazionale lanciata da Voices of Faith che chiede maggior voce in capitolo per le donne nella Chiesa.

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Maria di Nazareth, certo. Ma anche Maddalena, l’anonima madre sirofenicia, la Samaritana, Marta di Betania e sua sorella, insieme a molte altre. Donne i cui incontri hanno segnato nel profondo Gesù, consentendogli di comprendere meglio il Regno e la sua missione. È questa la tesi di What Jesus learned from women del biblista James McGrath, di recente uscito negli Usa. Scritto con il rigore del saggio, il libro include alcune parti romanzate in cui cerca di esplorare le figure femminili accennate nei Vangeli. «Linguaggio accademico e narrativa non sono antitetici - ha spiegato l’autore - insieme aiutano a penetrare con maggior profondità la Scrittura».

di Lucia Capuzzi
Giornalista di «Avvenire»