· Città del Vaticano ·

Donne di pace

Feride, dal gruppo rock
a voce dei sufi

Feride Funda G-Gencaslan
30 aprile 2021

Sorella dello sceicco Efendi, promuove il dialogo interreligioso


Il turbante colorato incornicia il sorriso di Feride Funda G-Gencaslan, una giovane donna che porta nel mondo parole di pace. Il suo fascino attira, la sua determinazione mette in soggezione molti uomini. Parla con la dolcezza e la forza di chi sa bene cosa sta facendo e il perché. L’ho conosciuta durante l’assemblea mondiale di Religions for Peace sul lago di Costanza, a Lindau nella Baviera tedesca, da allora non ci siamo più lasciate.

Feride nasce a Berlino figlia di migranti dalla Turchia, musulmani praticanti, non troppo. Cresce in un ambiente moderno, interessandosi a tutte le religioni. A 14 anni si appassiona al buddismo, colpita dalla figura del Dalai Lama. Suona il basso in una rock band e recita in una compagnia teatrale.

Cammin facendo si riavvicina alla religione delle origini, si rinforza nella fede in Allah Onnipotente, ma non è soddisfatta a livello istituzionale, come l’islam viene presentato, i diritti delle donne. Vive il forte contrasto tra l’islam ufficiale e come si sente lei dentro. Cerca spiegazioni nei libri, approfondisce.

A 15 anni tutto cambia nell’incontro con Mawlana Grandsheikh Nazim El Haqqani Naqshbandi, maestro spirituale sufi. Il maestro Mawlana è arrivato a a Berlino su invito del fratello di Feride, il futuro Sheikh Eşref Efendi. I suoi insegnamenti nella via della pace muovono tanti giovani che si riuniscono nella comunità sufi Naqshbandi.

L’incontro di Feride con la comunità sufi all’inizio è molto strano, ma «è pieno di luce e di amore». Qualcosa però la tiene ancora lontano; cerca una spiegazione logica, non solo una soddisfazione emotiva. A un certo punto, in un convegno pieno di gente, il maestro Mawlana si rivolge direttamente a lei e le dice: «L’islam è bellezza!». Questo messaggio la conquista e le apre il cuore. Il sufismo diventa per Feride comprensione estatica ed estetica.

Durante gli anni di studio, ascolta i discorsi del maestro in cassetta, li duplica, li traduce in tedesco, li divulga. È una ragazza moderna, e nessuno capisce che sta vivendo un profondo cambiamento nella vita spirituale. All’università studia storia dell’arte e linguistica e questo la aiuta nel cammino: «Allah Onnipotente mi parla attraverso quanto a me è di più caro, l’arte».

Intanto passa del tempo alla comunità sufi di Berlino, frequentata da persone di diverse religioni, e inizia programmi di scambio inter religioso. Conosce il ragazzo che diventerà suo marito, Hajji Emrah Gencaslan. Si copre il capo solo mentre prega.

Solo alcuni anni dopo la laurea, i due si sposano e decidono di andare a vivere nella comunità sufi, dedicando la loro vita alla spiritualità e all’assistenza dei più bisognosi. Mi dice con fermezza mista a tenerezza Feride: «Abbiamo fatto una scelta di vita, cioè di aiutare le persone a vivere la propria fede, non importa quale, a noi basta aiutarli a vivere una profonda vita spirituale. E cerchiamo di mostrare loro la via sufi per vivere in pace con la propria fede, con se stessi, con il cuore leggero e luminoso. Ci rivolgiamo a gente di fede, ferita dalla vita, che ha perso la voglia di credere». Decidono così di coprirsi il capo, sia lei che il marito, come chiesto nel Corano e dal maestro Mawlana, come simbolo dell’islam e protezione dal male.

Ora Feride è presidente del Sufi Center Rabbania e portavoce dell’ordine Naqshabandi; può parlare ufficialmente in pubblico della fede e del sufismo. Sono poche le donne che lo fanno, e lei ne è la rappresentante. È impegnata nel sostegno ai poveri, organizza eventi nel mondo con lo sceicco e i dervisci danzanti, presenta i sufi nella danza, come forma di preghiera.

«Come donna mi sento molto sostenuta dalla mia comunità e da Sheikh Eşref Efendi. Lui dice che dobbiamo esprimere i nostri talenti, uomini e donne. Allah dona i talenti e chiudere alle donne significherebbe chiudere ad Allah Onnipotente. Ci sono tante persone che non mi rispettano nel mio ruolo, ma io ho un compito e lo devo portare avanti in tutto il mondo, andando oltre tutti i commenti o i gesti irrispettosi. La mia autorità viene dall’alto e devo viverla pienamente».

Feride nel 2020 è stata in giuria alla 23° edizione di Religion Today Film Festival, fa parte di Women of Faith for Peace ed è promotrice della settimana di preghiera delle religioni per l’ambiente in Germania. Il suo sguardo limpido è fonte di ispirazione: «Puoi trovare la felicità e soddisfazione nella tua pratica della fede, quando guardi con le lenti della bellezza. Praticare la bellezza, imparare a guardare la bellezza, trovare la bellezza nascosta in ogni parte della creazione».

di Lia Beltrami
Scrittrice e regista