· Città del Vaticano ·

Le finalità del progetto Elpis

Per essere ascoltati
e riconosciuti

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29 marzo 2021

Difficile mantenersi fiduciosi in tempi in cui i dati di dispersione scolastica, disoccupazione, disagi sociali e psicologici dicono che adolescenti e ragazzi stanno vivendo questa fase con grande sofferenza. Il senso di disorientamento genera uno stato di attesa e, spesso, degenera in un limbo in cui che ostacola il percorso di crescita. La tendenza dei nostri giorni ad affibbiare etichette e ad omologare storie, volti e nomi ce li presenta come neet: un termine che definisce in negativo (Not in Education, Employment or Training) che dice chi non sono questi ragazzi, ma non chi sono. Neet sono i nostri adolescenti che abbandonano molto presto la scuola, che non riescono a esprimere le loro paure, a riconoscersi un talento, e, cercarlo in un altrove viziato, talvolta è la strada più immediata. Rilanciando l’accorato appello «Non lasciatevi rubare la speranza» che Papa Francesco rivolse ai giovani, Sophia Impresa Sociale ha dato vita a un percorso di accompagnamento per giovani tra i 18 e i 29 anni. Elpis (dal greco, appunto, speranza) nato come progetto pilota nel 2017 da un’intuizione di don Alessandro Di Medio, da anni è un’ancora per tanti adolescenti del quartiere Garbatella a Roma, intercettando quel profondo bisogno di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. Incrociando i dati occupazionali con quelli relativi ai comportamenti giovanili, fondatori e volontari di Sophia si sono dedicati a un’iniziativa che, grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo, sta portando in questi mesi a straordinari risultati. Il Fondo ha creduto nella finalità di Elpis: cambiare prospettiva dei ragazzi esclusi da ogni percorso formativo, scolastico o professionale, e aiutarli a maturare i propri talenti, oltre a favorire le condizioni ambientali perché raggiungano l’autonomia economica e abitativa.

«Il punto di forza del progetto è l’aspetto relazionale — sottolinea Giovanna Paladino, responsabile Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo — l’équipe di tutor, da anni impegnati in questo specifico ambito, ha sperimentato gli strumenti psicologici ed educativi che portano a scelte decisive, dal punto di vista professionale e di vita, e si avvalgono del supporto di uno psicologo della Gestalt che accompagni i giovani alla maturità». Non solo le situazioni di evidente disagio necessitano di un intervento: occorre tendere una mano ai ragazzi prima che si arrendano, come testimoniano le loro storie. «Avevo definitivamente accantonato il sogno di diventare sarta, ma con il dialogo e il confronto con i tutor sono riuscita a condividere quella che sentivo essere la mia strada, a esternare le mie titubanze e a giustificare ciò che non mi permetteva di osare» ricorda Roberta, coinvolta nel progetto. Da qui l’opportunità di un impiego part time, poi di uno stage presso un laboratorio di sartoria, quindi la forza per il grande passo. «Una volta raggiunta l’indipendenza economica, mi sono permessa una casa tutta mia: fondamentale per ritrovare fiducia in me stessa. Ora mi sento parte di una comunità e parte attiva: ho iniziato un corso di alta formazione e ottenuto un prestito».

Imparare a difendersi dalla mentalità del tutto e subito genera frustrazioni che i ragazzi non devono affrontare soli. «Educarli all’attesa proattiva è uno sforzo corale — spiega Federica Pennino, tutor di Elpis — che richiede una buona dose di adattamento a condizioni scomode; cerchiamo di allenarli con l’ascolto, sempre utile all’apertura». Non è necessario incanalare il loro vissuto in schemi precostituiti: «Quel che mi trovo a fare con i ragazzi, il più delle volte si esaurisce nel dare un ritmo, porre degli obiettivi concordati insieme, aggiustando la prospettiva, in un costante e prezioso lavoro di squadra con tutti i membri dell’équipe».

Articolando il progetto Elpis in tre passaggi — conoscersi, decidersi, giocarsi — Sophia consolida una metodologia di accompagnamento tesa alla scoperta della propria unicità e della realizzazione di una vocazione professionale e di vita: realizzazione che avviene anche mettendosi al servizio del prossimo. Le attività sono diversificate: dai colloqui di conoscenza, di verifica e di confronto alla stesura di piani di economici e di studio; dalla preparazione dei cv alle simulazioni di colloqui di lavoro; dalla somministrazione di esercizi e schede per la meditazione personale ai colloqui con lo psicologo; dalla ricerca di seminari e corsi formativi personalizzati all’inserimento vero e proprio nel mondo lavorativo. Dallo scorso luglio Elvis ha coinvolto direttamente 31 giovani di cui 11 completamente inattivi, nove formalmente iscritti a un corso formativo, di fatto, però, abbandonato, 11 iscritti a una facoltà di laurea, ma in attesa di una sistemazione per poter proseguire gli studi.

Tra loro 24 sono ora professionalmente attivi e 6 hanno ripreso gli studi o intrapreso corsi formativi e, in diversi casi, si tratta di percorsi di alta formazione. «Quando un ragazzo trova comunione tra quello che sente nel cuore e quello che ha nella testa, tutto è più semplice» spiega Marco Ruopoli, presidente di Sophia, annunciando la nascita di Cantiere scuola, luogo in cui adolescenti, italiani e migranti, sono impegnati in laboratori artigianali. La strada, a volte, è in salita, ma percorsa insieme dona una gioia che ricompensa lo sforzo.

di Silvia Camisasca