· Città del Vaticano ·

Passione e amore

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29 marzo 2021

La settimana santa inizia con la lettura della «Passione di nostro Signore Gesù Cristo» (Marco 14, 1 - 15, 47). Origene, antico autore cristiano, meditando sulla via di Gesù verso il Calvario — come arcano disegno d’amore — scriveva: «Egli è disceso sulla terra mosso a pietà del genere umano, ha sofferto i nostri dolori prima ancora di patire la croce […]. Prima ha patito, poi è disceso e si è mostrato. Qual è questa passione che per noi ha sofferto? È la passione dell’amore». Passione e amore, dunque, appartengono intimamente al divino.

Ma anche nelle cose umane, l’amore viene sempre da più lontano di quanto immaginiamo — forse proprio per questo ci appare misterioso, persino trascendente — e spesso conduce oltre le previsioni. Quando sgorga potente, ha il colore acceso della passione, in molti sensi: è sofferenza fisica o spirituale, uno stato di forte e persistente emozione, al punto da sembrare in contrasto con le esigenze della razionalità. Ciò vale per ogni tipo di passione: artistica, sportiva, politica.

Molti però ritengono che le passioni accechino. In realtà, grazie ad esse si accendono visioni, speranze, sogni. Invece di tentare di liberarcene, sarebbe meglio provare a governarle, perché non sono solo causa degli affanni umani, ma anche delle nostre gioie. Si potrebbe cominciare col distinguere tra desiderio e amore: non tutto ciò che si ama si desidera, né tutto ciò che si desidera si ama. Talvolta, per amore si fanno follie, ma se tutto si riduce al desiderio rischiamo di naufragare, travolti dall’illusione. Invece, il tempo scopre la verità: si comincia con la passione, ma si resiste con la dedizione; all’inizio c’è il desiderio di ricevere, poi si scopre il piacere di donarsi.

Facendo un passo in avanti rispetto a una lunga tradizione sospettosa nei confronti delle passioni, Papa Francesco ha scritto: «In realtà si può compiere un bel cammino con le passioni, il che significa orientarle sempre più in un progetto di autodonazione e di piena realizzazione di sé che arricchisce le relazioni interpersonali […]. Non implica rinunciare ad istanti di intensa gioia, ma assumerli in un intreccio con altri momenti di generosa dedizione, di speranza paziente, di inevitabile stanchezza, di sforzo per un ideale» (Amoris laetitia, 148).

A ben vedere, le passioni sono il sale della vita, senza il quale perde il sapore o, peggio ancora, rischia di marcire. Perciò conviene dare ascolto ad un saggio consiglio di Antoine de Saint-Exupéry: «Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare la legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito».

di Maurizio Gronchi