· Città del Vaticano ·

Sulle orme di Joseph Rudyard Kipling nel concorso «Le Vie d’Europa»

A lezione
dal Libro della giungla

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29 marzo 2021

È stata dedicata all’ispiratore dello scoutismo, Joseph Rudyard Kipling, la quindicesima edizione de «Le Vie d’Europa», il convegno organizzato dall’associazione Diesse Firenze e Toscana – (Didattica e Innovazione Scolastica) che si è tenuto venerdì scorso. Ai lavori di preparazione hanno partecipato insegnanti e studenti delle scuole secondarie di primo grado di numerosi istituti italiani che si sono confrontati con i testi del più giovane premio Nobel per la letteratura della storia («This is the great world, and I am only Kim. Who is Kim?», “Questo è il grande mondo e io non sono che Kim. Chi è Kim?” è il titolo dell’edizione 2021).

La pandemia non ha fermato l’attività del laboratorio didattico, nonostante i disagi provocati dalla discontinuità della presenza a scuola, che ha reso più difficili la lettura comune, il confronto fra i ragazzi e soprattutto l’elaborazione, richiesta a gruppi, di testi che ripercorressero le tematiche proposte dall’autore. Gli studenti, comunque, guidati dai loro insegnanti, hanno dimostrato di saper impiegare in modo intelligente i mezzi messi a disposizione dalle tecnologie per realizzare testi in italiano e in inglese ed elaborati d’arte (come ogni anno, gli organizzatori scelgono un autore inglese per permettere agli studenti, di potersi esercitare anche in composizioni di lingua straniera). L’edizione de «Le Vie d’Europa» di quest’anno, per causa di forze maggiore in diretta streaming, si è svolta secondo il copione collaudato negli anni precedenti: un ampio spazio riservato al dialogo con gli studenti, che sono liberi di porre domande e fare osservazioni su quanto hanno rilevato a proposito dei testi di Kipling presi in esame (i due Libri della Giungla, Kim e Capitani Coraggiosi, storie che hanno educato intere generazioni a principi di lealtà, fedeltà, solidarietà); un momento di lettura drammatizzata da parte del giovane attore Matteo Pecorini (quest’anno sotto forma di un video di animazione, La legge della Giungla, dedicato al racconto Come venne la paura); la visione di tutte le opere presentate dagli alunni e infine la premiazione dei migliori elaborati. Il convegno (insieme alla preparazione che lo precede) ha, per gli insegnanti, la formula di corso di aggiornamento.

«“Le Vie d’Europa” è un lavoro di gruppo che si fa con il cuore — racconta Filippo, uno dei ragazzi che hanno partecipato al concorso — è stato come essere un soldato al fronte dove ognuno deve fare il suo compito per la vittoria di tutti: un’esperienza molto bella (...). Quando si fa un lavoro che ti piace non ti accorgi che il tempo passa». Partecipare a questo progetto, continua Alberto, un suo compagno «mi ha fatto cambiare perché ho imparato a lavorare in gruppo, ovviamente con qualche litigio, ma almeno non ho sclerato! (...). Il mio gruppo mi ha fatto capire che il mondo non gira come vorresti tu, perché tutti hanno idee diverse e a volte uno si arrabbia, ma poi si rimette tutto in piedi».

Per approfondire il metodo è utile il libro Le Vie d’Europa. Sui passi di un autore, edito da Diesse nel 2017, ma niente è più prezioso, a livello educativo, del lungo work in progress che precede la consegna degli elaborati, che allenano i ragazzi “sul campo” al lavoro di squadra.

«Per me questa avventura — scrive Rayan — è stata una delle più belle che mi siano accadute perché i miei compagni mi hanno accolto subito nel loro gruppo come un fratello». È stata «un’esperienza nuova e un lavoro da grandi!» gli fa eco Giovanni; «dopo aver finito il lavoro — continua Giacomo — eravamo tutti soddisfatti, ma soprattutto cambiati: riuscivamo a stare meglio insieme».

di Silvia Guidi