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Raso al suolo uno dei quartieri più poveri della periferia di Freetown

Sierra Leone: migliaia di famiglie hanno perso tutto nel rogo della bidonville

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27 marzo 2021

Freetown , 27. Un gigantesco incendio ha devastato, mercoledì scorso, uno dei quartiere più poveri della periferia di Freetown, in Sierra Leone. Migliaia di persone hanno perso la loro casa nella sovraffollata bidonville di Susan’s Bay, nella stragrande maggioranza dei casi costruita con lamiere e materiali di recupero. «L’intera comunità è stata rasa al suolo», ha detto la sindaca della capitale, Yvonne Aki-Sawyerr, in una dichiarazione pubblicata su Facebook.

Le impressionanti immagini diffuse dai media lasciano sgomenti. Secondo la Croce Rossa locale si registrano un’ottantina di feriti, ma nessuna vittima. Molte persone, compresi i bambini, sono rimasti senza un tetto tra i cumuli di macerie bruciati. Si calcano diverse centinaia di baracche distrutte, mentre resta incerto il numero dei dispersi. Al momento sono in corso le operazioni per fornire sostegno agli abitanti dello slum rimasti privi di tutti i loro pochi poveri averi e in prenda allo shock.

Secondo le autorità locali, circa 4.500 persone sarebbero rimaste coinvolte nell’incendio, tra cui centinaia di bambini, molti dei quali inoltre mancano all’appello. A lanciare l’allarme è Save the Children. Le fiamme, riporta la ong, si sono propagate nella tarda mattinata di mercoledì, nel cuore di Freetown, dove vivono alcune delle famiglie più povere. L’Organizzazione teme che i minori possano essere separati dalle loro famiglie o che possano rimanere feriti. «È stato tutto bruciato dal fuoco e ho perso le mie uniformi scolastiche. Questo era il periodo degli esami ma non sono potuta andare a scuola perché non ho più niente: le mie scarpe, tutto è andato a fuoco», è la testimonianza di Musa, 16 anni, agli operatori di Save the Children.

«Sono rimasta sconvolta quando sono arrivata sul luogo dell’incendio. Molti bambini risultano dispersi, perché nel caos sono rimasti separati dai genitori. È una situazione terribile e siamo molto preoccupati per i bambini e per le famiglie colpite», ha affermato Heather Campbell, direttrice di Save the Children in Sierra Leone. Migliaia di famiglie di Susan’s Bay — ha spiegato — vivono già in condizioni disperate e in pochi secondi hanno perso tutto: i loro rifugi improvvisati, i loro vestiti, il poco cibo che avevano da parte, i soldi. «Tutto per loro è andato perduto». Le persone che vivono a Susan’s Bay sono per lo più pescatori e piccoli commercianti che già lottano quotidianamente per sfamare i propri figli, che dormono in condizioni precarie sotto tetti di lamiera, ha aggiunto Campbell.

Ancora incerte le cause dell’incendio. Potrebbe essere stato un cattivo collegamento elettrico, probabilmente dovuto a uno dei tanti allacci non a norma nella bidonville di Susan’s Bay, la scintilla che ha scatenato le fiamme di gravissime dimensioni nella baia della capitale. A riferirlo è un membro del Comitato comunitario di base per la gestione delle emergenze (Cdmc) di Susan’s Bay. Già in passato — spiega — la precarietà degli allacciamenti della corrente negli slum della città sono stati all’origine di incendi, ma mai di questa portata. Nel quartiere si usano anche fornelli a carbone per cucinare e lampade a petrolio, che costituiscono altri possibili focolai d’incendio.