· Città del Vaticano ·

Avviato il dialogo in vista della stesura della nuova Costituzione

Cile: per una rinnovata
convivenza nazionale

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26 marzo 2021

È stato presentato nei giorni scorsi il libro digitale Dialoghi per il Cile: 60 sfide per una rinnovata convivenza nazionale, frutto dell’iniziativa congiunta tra la Pontificia università cattolica del Cile e la Fondazione Voces Católicas. Il progetto è partito nell’estate 2020 quando le due istituzioni avevano convocato 60 personalità del mondo cattolico — intellettuali, accademici, uomini d’affari, rappresentanti della società civile, educatori, medici e filosofi — divise in 9 gruppi di lavoro, che per tre mesi, in un contesto di crisi umanitaria, economica e sanitaria, si sono confrontate sulle grandi sfide del Paese. Ogni singolo gruppo ha dialogato su determinati temi per portare, con il proprio contributo, una prospettiva integrativa nella formulazione di proposte concrete, dirette all’imminente inizio del processo costituente del Cile. In vista, cioè, delle importanti elezioni del 10-11 aprile, in cui verranno scelti i 155 nomi che dovranno redigere la nuova Costituzione cilena. Gli eletti avranno un anno di tempo per stendere la nuova Carta fondamentale che poi verrà ratificata in un referendum.

Il volume, scaricabile gratuitamente sul sito www.nuestramesachile.cl, si pone dunque l’obiettivo di essere un input per i rappresentanti dei cittadini che avranno un ruolo fondamentale nella prossima importante fase storico-istituzionale del Paese. Coloro che hanno reso possibile la sua realizzazione si sono assunti i rischi e affrontato le sfide poste dalla pandemia e dalla delicata crisi sociale, sfociata nell’ottobre 2019 in sanguinose rivolte che hanno scosso l’intero Paese. Hanno cercato soluzioni per unire le volontà, tenendo conto del forte desiderio, nella popolazione, di rispetto della dignità e della giustizia.

Oggi, a distanza di oltre 3 anni dalla visita a Santiago del Cile di Papa Francesco nella sede della Pontificia università cattolica, il 17 gennaio 2018, risuonano quanto mai attuali, se non addirittura profetiche, le parole di saluto pronunciate dal rettore, Ignacio Sánchez, e quelle successive del Santo Padre. Sánchez incentrò il suo discorso sulle sfide importanti per il Cile «legate alla convivenza nazionale e alla capacità di progredire in comunità nella ricerca di ciò che viene considerato giusto, buono, bello e vero». «La storia di questa Università si intreccia, in un certo modo, con la storia del Cile. Sono migliaia gli uomini e le donne che, formatisi qui, hanno svolto compiti importanti per lo sviluppo della patria» disse Bergoglio in apertura del suo intervento, riprendendo poi l’importanza della convivenza nazionale. «Parlare di sfide è ammettere che ci sono situazioni che hanno raggiunto un punto che richiede un ripensamento. (...) Il ritmo accelerato e l’avvio quasi vertiginoso di alcuni processi e cambiamenti che si impongono nelle nostre società ci invitano in modo sereno, ma senza indugio, a una riflessione che non sia ingenua, utopistica e ancor meno volontaristica». In tal senso l’università è uno spazio privilegiato «per praticare la grammatica del dialogo che forma all’incontro, contro la frammentazione tipica della società liquida». Sulle capacità di progredire in comunità il Pontefice evidenziò come «il dialogo può essere condotto solo da un epistème capace di assumere una logica plurale, quella cioè che fa propria l’interdisciplinarità e l’interdipendenza del sapere».

Le tesi sostenute quel 17 gennaio, così come le due encicliche di Papa Francesco, Fratelli tutti e Laudato si’, hanno fatto da filo conduttore negli incontri dei nove gruppi di lavoro. «La fraternità appare come l’unica alternativa per uscire dalle logiche di confronto che esistono oggi, sia in campo sociale che politico. Questo è un nuovo respiro e una nuova speranza quando si tratta di pensare alla nostra società» si legge nella presentazione del libro, in merito all’enciclica firmata da Bergoglio il 3 ottobre 2020 sulla fraternità e l’amicizia sociale. Applicare il principio di gratuità e fraternità, promuovere lo sviluppo integrale, fare diventare un imperativo la solidarietà e l’inclusività, sono i principi cardine per tutte le “60 sfide per una rinnovata convivenza nazionale” e per affrontare le molteplici crisi — ambientale, sociale, sanitaria, economica, politica ed educativa — che non solo il Cile sta affrontando.

di Fabrizio Peloni