· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

La gioia di Pasqua

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25 marzo 2021

È un compito bello ma difficile, quello di aprire i nostri cuori alla gioia della Pasqua, quando viviamo ancora nei limiti della pandemia. Diventiamo quasi terribilmente ribelli alla gioia; i nostri cuori sono stanchi e chiusi. Siamo diventati così pessimisti, che crediamo di essere ragionevoli!

Ci siamo fatta una virtù del non credere in Dio, di non sperare più in Lui, e non ci apriamo più alla speranza. E, tuttavia, ciò che è impossibile all’uomo, è proprio ciò che è più facile per Dio.

Operare cose impossibili spetta a Dio, è il suo attributo principale, la sua firma. La Risurrezione di Cristo ce lo dimostra.

Il nostro maggior peccato è quello di non aspettarci abbastanza da Dio. Ma Cristo risorto ci invita a lasciarci invadere di nuovo dalla felicità e dalla gioia; a rimuovere la pietra che chiude il nostro cuore; a spalancare le porte della nostra vita alla speranza, alla felicità, alla gioia, affinché Dio in noi possa ritornare Dio.

Questo avviene nella Pasqua; e per questo ci siamo preparati durante la Quaresima. La Passione ci ha rivelato che Dio ci ama; ci ha rivelato l’amore e la passione d’amore con cui vuole trasformarci e salvarci.

Finora, noi abbiamo amato Dio di un amore stanco, scoraggiato; di un amore che non aveva il coraggio di dichiararsi.

La gioia della Pasqua ci spinge a ritornare a Dio, a ritrovarlo, dopo che forse lo abbiamo dimenticato.

Pasqua: inginocchiamoci davanti a Dio, e gridiamo di gioia al pensiero di dargli gioia!

di Leonardo Sapienza