· Città del Vaticano ·

Intervento del cardinale Bassetti al Consiglio permanente della Cei

Il futuro si fa insieme

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23 marzo 2021

Il nuovo “ponte di pace” con le altre religioni gettato dal Pontefice in Iraq, la triste ricorrenza dei dieci anni di guerra in Siria, il difficile periodo vissuto in ambito civile e sociale dall’Italia a causa della pandemia (davanti alla crisi sanitaria ed economica la politica ha l’obbligo di fornire adeguate risposte), la giustizia e l’uguaglianza che devono accompagnare la somministrazione dei vaccini, l’importanza della scuola (assieme agli anziani sono i giovani a pagare le maggiori conseguenze dell’emergenza) e della cosiddetta transizione ecologica, e poi la parrocchia da ricollocare al centro della comunità ecclesiale, «preludio a quel cammino sinodale cui ci ha sollecitati Papa Francesco»: sono stati tanti i temi affrontati ieri pomeriggio a Roma dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, in apertura della sessione primaverile del Consiglio permanente che si concluderà il 24 marzo. Giorni, ha esordito, che ci conducono alla celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, nei quali dunque «siamo particolarmente chiamati alla preghiera, all’approfondimento della fede, alla conversione e al rinnovamento del cuore e della vita».

Se il primo pensiero è stato per Francesco e per il suo recente viaggio apostolico in Iraq, dove ha ribadito «il rifiuto di ogni violenza in nome di Dio» portando «una testimonianza di vicinanza concreta alla comunità cristiana che negli ultimi anni ha sofferto la persecuzione e che spesso si è dovuta sottomettere a un doloroso esilio», Bassetti nell’introduzione ai lavori si è poi immerso nell’attuale, difficile realtà italiana condizionata dal covid-19. Una realtà da vedere, “con gli occhi di Abramo”, guardando il cielo ma camminando sulla terra, con concretezza dunque, con «una visione prospettica a lungo termine». A offrire un importante stimolo è l’«Anno della Famiglia Amoris laetitia», apertosi il 19 marzo, solennità di san Giuseppe. Un anno speciale, ha detto il porporato, per «crescere nell’amore familiare e riportare la famiglia al centro dell’attenzione della Chiesa e della società». Famiglie che, pur nelle sofferenze generate dalla pandemia, «continuano a essere fonte di gioia».

A coloro che reggono ruoli politici e amministrativi a ogni livello, dai sindaci fino alle più alte cariche dello Stato, il presidente della Cei rivolge l’invito a far prevalere l’unità di intenti e la ricerca delle risposte più appropriate «per far fronte alle necessità dei cittadini e delle famiglie, a partire dalle persone più fragili». Al nuovo Governo, in particolare, è richiesto «di implementare la campagna vaccinale e di sostenere il sistema economico per evitare che la crisi si aggravi con ulteriori ricadute sull’occupazione e, in definitiva, sui redditi familiari», tenendo anche lontane le mafie, leste con il loro “welfare criminale” a inserirsi negli spazi lasciati vuoti dalle istituzioni. Necessari i segnali di incoraggiamento che devono andare in direzione del mondo della scuola: «La didattica a distanza — osserva — si è certo rivelata una risposta alternativa alla chiusura degli istituti, ma essa non sostituisce il bisogno di relazione umana ed educativa che la scuola stessa può assicurare ai nostri ragazzi». E riguardo alla “transizione ecologica”, sarà importante che «alle idee si affianchino scelte concrete». Essa deve essere insieme «sociale ed economica, culturale e istituzionale, individuale e collettiva» e produrre effetti sul mondo del lavoro: «Troppi giovani, infatti, sono costretti ad abbandonare le aree interne del Paese e molte famiglie, soprattutto quelle appartenenti alle categorie più fragili, invocano prospettive di occupazione».

Infine «le nostre Chiese, le nostre parrocchie». Ripartendo dal Convegno ecclesiale di Firenze (novembre 2015) e dall’ulteriore sollecitazione di Papa Francesco, il 30 gennaio scorso, ai partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio catechistico nazionale, il cardinale Bassetti ha sottolineato che il processo sinodale è «opportunità per essere insieme, fare insieme e camminare insieme con il Risorto». Il “segreto” della sinodalità è «l’intreccio tra basso e alto, centro e periferia», e «il futuro delle nostre Chiese passa da questo movimento continuo e dinamico».