· Città del Vaticano ·

CANTI DI QUARESIMA
Un periodo liturgico in cui non ci sono solisti

La premonizione

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20 marzo 2021

A differenza di altre forme di canti religiosi popolari, come quelli legati al ciclo dell’Avvento e delle feste dei santi patroni che si caratterizzano nell’impiego di singoli cantori solisti accompagnati da piccoli gruppi strumentali, i canti di Passione devono essere sempre eseguiti in forma collettiva. Durante il periodo quaresimale nella tradizione popolare italiana il cantare insieme (sia all’unisono che in forma polivocale) rafforza il valore simbolico della devozione di ogni singolo cantore che “ricerca” la sua voce nelle voci degli altri cantori che ha vicino. Grazie all’azione del canto collettivo la comunità ritrova il proprio senso spirituale comune e rafforza quei valori simbolici che caratterizzano la narrazione evangelica quaresimale.

Questo modo di intendere l’esperienza del canto come momento di ricerca della propria “Passione di fede” si riscontra in tutti gli esempi che caratterizzano il ricco repertorio quaresimale. Nel brano umbro qui riportato, conosciuto come Il sogno di Maria, tratto dalle raccolte di Oreste Grifoni, pubblicate a Foligno nel 1911 e riedito da Pier Paolo Pasolini nel suo Canzoniere italiano (1955), è narrato il sogno premonitore di Maria della Passione e Morte di Gesù Cristo. Ispirato probabilmente al passo evangelico (Luca 2, 25-35) relativo alla presentazione al tempio e alla premonizione di Simeone, il canto evidenzia un forte impianto drammaturgico espresso nel dialogo fra Gesù e la Madonna.

La prima quartina contiene una formula poetica che ha il carattere tipico di invocazione e di introduzione alla narrazione e ricorda alcuni motivi drammaturgici legati al repertorio delle sacre rappresentazioni, ancora largamente diffuse in Umbria e in tutto il territorio nazionale. In questo canto colpisce profondamente l’immagine drammatica della Madre («... che nove mesi t’ho portato in ventre») che sogna la crocifissione del figlio («... ora ti vedo alla croce pennente») all’interno di uno scenario caratterizzato da segni molto forti come il sangue raccolto nel calice dagli angeli e la visione dolente del Monte Calvario.

Il sogno di Maria


Pregamo Dio de non venire a morte
che non ce serri quelle sante porte
le sante porte de lu Paradiso
dove che se fa festa canto e riso
Che ci dormiva la mamma Maria
il suo figliolo annava e rivenia
Perché non dormi Voi Madre Maria?
Un brutto sogno io me so’ sonniato
T’hanno portato al monte Calvario
il sangue vi colava da ogni lato
un angelo santo l’aricojea
in quello sante altare lo mettea
Dopo la santa messa se dicea
dopo le sante messe furno ditte
dopo le sante messe furno ditte
che ‘n mezzo al Paradiso stanno scritte
O Fijo o fijo quanto so’ dolente
che nove mesi t’ho portato in ventre
che nove mesi t’ho portato in ventre
ora ti vedo alla croce pennente

di Ambrogio Sparagna