· Città del Vaticano ·

Per il cardinale Erdö il Pontefice sarà testimone di speranza

In Ungheria
c’è fame di Eucaristia

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11 marzo 2021

«Anche se in questo momento a Budapest le messe con la presenza di fedeli sono sospese per la pandemia, le chiese non sono chiuse e c’è gente che viene per pregare davanti al Santissimo. È commovente vedere quanta sete e quanta fame ha la gente per l’Eucaristia». Il cardinale Péter Erdö, arcivescovo metropolita di Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria, guarda con ottimismo all’appuntamento del Congresso eucaristico internazionale, che si celebrerà nella capitale ungherese dal 5 al 12 settembre di quest’anno, con nel cuore la grande gioia, già espressa a caldo, per le parole di Papa Francesco che sul volo di rientro dall’Iraq ha detto di voler essere presente per la celebrazione di chiusura del Congresso.

La Croce della missione simbolo del Congresso


«Il Congresso comunque si farà — assicura il porporato, dopo il rinvio dal 2020 al 2021 a causa del covid-19 — non ci sono dubbi e siamo preparati a diversi scenari dello sviluppo della pandemia».

Il programma prevede che Francesco presieda la celebrazione eucaristica finale e la Statio orbis nella piazza degli Eroi, dove dovrebbe annunciare la località che ospiterà il successivo appuntamento internazionale.

Accanto all’altare della messa finale del Congresso a Budapest, nel pomeriggio del 12 settembre, ci sarà certamente anche la Croce della missione, simbolo dell’avvenimento, realizzata nel 2007 in occasione della Missione cittadina dall’artista orafo Csaba Ozsvári, morto nel 2009. Un’opera di oltre 3 metri, in legno di quercia e rivestita di una lamina bronzea nella quale sono incastonate reliquie della santa Croce e dei santi Adalberto, re Stefano e Tommaso Becket e dei beati Papa Innocenzo xi e Anna Kolesár.

Rinnovamento degli ungheresi


Francesco ha benedetto la Croce (ora pellegrina in Ungheria, ma che è stata collocata nella basilica di Esztergom) il 20 novembre 2017, all’inizio della visita “ad limina apostolorum” dei vescovi ungheresi, con l’augurio che essa diventi il simbolo di un vero rinnovamento del popolo a partire dai valori del Vangelo e dall’Eucaristia.

Al cardinale Erdö chiediamo come la Chiesa locale abbia accolto le parole del Papa durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dall’Iraq.

L’abbiamo accolta con grandissima gioia, non soltanto noi cattolici, ma tutta la società ungherese. Anche i diversi canali Tv hanno trasmesso subito la notizia, e anche le altre comunità religiose, gli altri gruppi della società, sono molto entusiasti. Aspettiamo il Santo Padre anche come testimonianza di speranza, perché la sua presenza potrà dare speranza dopo tanti mesi di oscurità e di pandemia. Riprendiamo la vita, rinnoviamoci grazie allo Spirito, questo è lo scopo dell’incontro: speriamo che possiamo incontrare Cristo a Budapest, in modo molto solenne, del mese di settembre.

Come procede la preparazione, visto l'anno di ritardo, le restrizioni dovute alla pandemia e anche l’incertezza dello svolgimento del Congresso nel suo insieme?

È vero che ci sono delle difficoltà inaspettate, ma i grandi progetti vanno avanti. Per esempio è pronta la Messa in lingua “Iovari”, un dialetto gitano, abbiamo diverse messe ufficiali, abbiamo l’inno del Congresso eucaristico che è bellissimo e abbiamo anche molti programmi culturali, nei mass media, che hanno un contenuto cristiano. E quindi ci stiamo preparando al grande evento. Il Congresso comunque si farà, non ci sono dubbi e siamo preparati a diversi scenari dello sviluppo della pandemia. Abbiamo anche programmi pastorali, ma soprattutto una rete di gente che prega e partecipa all’adorazione del Santissimo. Anche se in questo momento, per esempio, a Budapest le Messe pubbliche sono sospese per la pandemia, ciononostante le chiese non sono chiuse e c’è gente che viene per pregare davanti al Santissimo. È commuovente vedere quanta sete e quanta fame ha la gente per l’Eucaristia.

La partecipazione dei fedeli ungheresi all’Eucaristia domenicale è stata influenzata da questa pandemia?

Sì, certamente, perché già l’hanno scorso, quando per un periodo molto lungo non ci sono state Messe pubbliche, la gente ha cominciato da una parte a seguire le Messe attraverso la Tv e via Internet, ma cominciavano a chiedere sempre con maggior forza la possibilità di reale partecipazione alle celebrazioni dell’Eucaristia e, quando durante l'estate e l'autunno, questo è diventato di nuovo possibile, abbiamo visto, con tanta gioia, che i fedeli sono tornati in chiesa. Adesso c’è un altro periodo di restrizioni, ma anche una presa di coscienza dell’importanza dell’Eucaristia nella nostra vita.

«Sono in te tutte le mie sorgenti» è il tema del Congresso che si svolgerà nel cuore dell'Europa: «ritrovare in Dio la forza di rinnovamento», era stata l'indicazione del Papa nel dicembre 2019 per questo appuntamento. Dunque un ri-centrarsi su Gesù Eucaristia per la nostra vita?

Certo, abbiamo dato ai fedeli l’indicazione di approfondire, di conoscere meglio gli insegnamenti di Papa Francesco sull’Eucaristia, come possibilità di preparazione al Congresso.

di Alessandro Di Bussolo