· Città del Vaticano ·

La fede di suor Carla

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05 marzo 2021

VI stazione Veronica asciuga il volto di Gesù


Il mio cuore ripete il tuo invito: Cercate il mio volto! Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. (Sal 27, 8-9)

Non ce la faccio, stasera, a dormire. Il volto perso di quella madre, fuori della terapia intensiva, mi è impresso nel cuore.

Eppure ne ho visti tanti di volti di madri, di padri, di figli, sospesi in attesa di luce, nell’assurdo buio del non senso.

Quando ero più giovane mi perdevo in parole di consolazione, a volte di circostanza, con “linguaggio da suora”. Ricordo una volta un papà che attendeva il responso per la malattia di un figlio adolescente, che mi gridò a brutto muso: “Ma lei che ne sa?”. Fu un momento tremendo per me. È vero, io che ne so?

Da allora di parole ne uso pochissime. Preferisco il silenzio, do parole alle mani, al mio abbraccio, ai miei occhi. E a volte mi capita di piangere anch’io, con i familiari che assisto.

Io non posso sapere dei dolori del parto, di cosa significa educare un bambino, dei pesi nel cuore quando il figlio si fa ragazzo ed esce la sera, e torna di notte; ma posso sapere cos’è provare a tendere la mano, asciugare un viso sofferente, sentirmi Veronica di tanti condannati alla croce.

Il Santo Volto non sta solo sul velo di Veronica. Io l’ho visto in tante persone, ed oggi lo trovo in Patrizio e in quello di sua madre.

La via della croce è il reparto che servo da anni, forse troppi anni. Se Dio mi vuole ancora qui, è perché ho tanto ancora da sapere, imparando dai volti di queste persone.

Signore Gesù Cristo, che per la salvezza di tutti gli uomini hai steso le braccia sulla Croce, accogli l’offerta delle nostre azioni e fa’ che tutta la nostra vita sia segno e testimonianza della tua Redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Paolo Ricciardi
vescovo ausiliare di Roma


I versi di Daniele Mencarelli