· Città del Vaticano ·

Per presunti crimini di guerra

La Cpi apre un’inchiesta
su Israele e Hamas

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04 marzo 2021

La procuratore capo della Corte penale internazionale dell’Aja, Fatou Bensouda, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per «crimini di guerra» che sarebbero stati commessi nella Striscia di Gaza dal 13 giugno 2014, sia dagli israeliani che dai membri dell’organizzazione Hamas. L’apertura ufficiale del procedimento dovrebbe essere comunicata a Israele ed all’Autorità nazionale palestinese nei prossimi giorni. «Ci sono — ha detto Bensouda — basi ragionevoli per procedere su diversi casi potenziali». L’inchiesta, ha aggiunto, «verrà condotta imparzialmente, obbiettivamente e su basi oggettive».

Il dossier è stato aperto dopo che la Corte dell’Aja aveva stabilito la propria competenza a giudicare anche sui territori occupati da Israele con la guerra del 1967. Decisione rigettata da Israele che non riconosce l’autorità del tribunale internazionale dell’Aja. E le reazioni all’annuncio sono state di segno diametralmente opposto.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha registrato un durissimo videomessaggio: «Lo Stato di Israele — ha detto — è stasera sotto attacco. La Corte penale internazionale, nata per prevenire il ripetersi gli orrori nazisti contro il popolo ebreaico, ora si rivolge contro lo Stato del popolo ebraico». Secondo Netanyahu, l’apertura dell’inchiesta per crimini di guerra sarebbe una dimostrazione dell’«antisemitismo» della Corte, alla quale ha sempre negato l’adesione.

L’Autorità nazionale palestinese, che invece riconosce la giurisdizione del Tribunale internazionale, ha salutato con gioia l’avvio dell’indagine sui fatti che sfociarono nella guerra del 2014: «Questa tanto a lungo attesa decisione sostiene lo sforzo palestinese di ottenere giustizia e stabilire responsabilità come premessa indispensabile per la pace» ha detto il ministro degli esteri palestinese. Ha anche chiesto ai giudici di far presto perché, ha detto, «i crimini commessi contro il popolo palestinese si protraggono sistematicamente e diffusamente nel tempo».

Da parte sua Hamas, sotto inchiesta per il medesimo periodo, sostiene di aver esercitato il diritto alla resistenza ed accetta l’intervento dei giudici.