· Città del Vaticano ·

Libri

Alice, Bebe e le altre
per un futuro
delle meraviglie

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06 marzo 2021

Chi c’è nella fabbrica del futuro e quali sono le donne che stanno facendo la storia dei nostri giorni e di cui si troverà traccia tra trenta o quarant’anni anni perché hanno contribuito a scrivere quello che con un pizzico di retorica si può definire “progresso”?

Sono sedici tra scienziate, artiste, combattenti, volontarie, sportive, storie di coraggio e determinazione raccontate in un libro dalle autrici di Controparola (gruppo di scrittrici, studiose e giornaliste creato nel 1992 da Dacia Maraini) che nelle 269 pagine di Donne al futuro, edizioni Il Mulino, creano l’alfabeto del futuro, un nome (di donna) una lettera, ogni lettera una storia, un’intervista, una traccia che resterà. Donne speciali, «che stanno lavorando per costruire il domani», come scrive Maria Serena Palieri nell’introduzione, e che raccontano la loro vita e loro il percorso.

C’è Alicè, giovane street artist che sui muri delle città dipinge i sentimenti, c’è l’architetta visionaria Paola Antonelli, senior curator del Moma di New York che ha preteso che i videogiochi fossero considerati opere d’arte; c’è l’astrofisica del Laboratorio del Gran Sasso Science Institute Marica Branchesi annoverata da Time nel 2018 tra le cento persone più influenti; o la Robin Hood dei dati Francesca Bria che promuove l’umanesimo delle tecnologie. Ma anche la popolarissima virologa Ilaria Capua che spiega la necessità di un legame ufficiale tra medicina animale e umana, così importante in era covid. Ci sono la compositrice e direttrice d’orchestra Silvia Colasanti; Ilaria Cucchi e la sua battaglia di giustizia per la morte dei fratello; la siciliana Emma Dante, autrice di teatro che ha fatto interpretare Eracle da una donna; e poi la capitana di calcio femminile Sara Gama che davanti a Mattarella fece un discorso duro e coraggioso, avviando così il percorso per l’accesso al professionismo delle calciatrici donne.

C’è Rita Giarretta, la suora che a Caserta accoglie le prostitute e i loro figli e che ora ha lasciato le redini a suore più giovani per andare a esportare la sua esperienza; le donne che hanno rotto i legami con la ‘Ndrangheta a costo di lutti e solitudine; l’economista Eliana La Ferrara, le volontarie di Nosotros Laila Abi Ahmed e Isabella Mancini; Barbara Riccardi unica italiana finalista al Global Teacher prize del 2016 col suo metodo di insegnamento che considera tutti gli allievi dei “geni”; c’è l’atleta Bebe Vio testimone potentissima a favore dei vaccini. E poi ci sono le ricercatrici del Centro di medicina di genere dell’università di Ferrara.

Forse non tutti lo sanno ma il cuore delle donne è diverso da quello degli uomini e i farmaci in commercio sono testati su uomini. Storie di discontinuità e di forza, la forza delle donne.

di Lilli Mandara