· Città del Vaticano ·

Multilateralismo

Piano d’azione dell’Onu
a favore dell’ambiente

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26 febbraio 2021

Se non vogliamo cambiare le nostre abitudini per sensibilità ambientale facciamolo per paura. Il covid ha dimostrato, infatti, che il degrado degli ecosistemi aumenta il rischio che gli agenti patogeni si trasferiscano dagli animali all’uomo e dunque che le pandemie possano ripetersi, con il fardello di malattie e morti che portano con sé.

L’approccio “One World, One Health” che considera la salute umana, animale e globale in modo congiunto deve diventare la stella polare perché senza l’aiuto della natura «non possiamo sopravvivere». Lo ha ricordato il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, presentando il nuovo rapporto dell’Onu sull’ambiente dal titolo significativo Fare pace con la natura. «Da troppo tempo — ha detto — combattiamo una guerra insensata e suicida contro la natura». Il risultato «sono tre crisi ambientali interdipendenti»: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento. Queste rappresentano una triplice minaccia per la salute e la prosperità umana, che può essere scongiurata solo trasformando il modo in cui alimentiamo le nostre economie e ci nutriamo. «Le scelte delle persone contano» ha detto Guterres, notando che circa due terzi delle emissioni globali di C o 2 sono legate alle famiglie ed auspicando che gli individui riconsiderino il loro rapporto con la natura, imparino a conoscere la sostenibilità e cambino le loro abitudini per ridurre l’ uso di risorse, lo spreco di cibo, acqua ed energia.

Secondo l’ultima relazione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), «l’atmosfera e gli oceani sono diventati discariche per i nostri rifiuti e i governi continuano a pagare di più per sfruttare la natura che per proteggerla». Il rapporto indica che l’economia globale è aumentata di quasi cinque volte negli ultimi cinquanta anni, ma ciò ha avuto un costo enorme per l’ambiente. Nonostante una diminuzione delle emissioni di gas serra dovuta alla pandemia, il riscaldamento globale è in aumento di 3 gradi Celsius, le malattie legate all’inquinamento continuano ad uccidere circa nove milioni di persone ogni anno e più di un milione di specie vegetali e animali sono a rischio di estinzione. Inoltre, l’acqua inquinata uccide 1,8 milioni di persone, la maggior parte bambini.

Infine, il degrado ambientale ostacola i progressi per la riduzione della povertà e della fame, delle disuguaglianze e per la promozione di una crescita economica sostenibile, del lavoro per tutti e delle società pacifiche e inclusive. Infatti nel mondo restano ancora 1,3 miliardi di poveri e circa 700 milioni di persone che soffrono la fame. «L’unica risposta per migliorare il benessere delle persone e del pianeta è lo sviluppo sostenibile» ha ribadito Guterres, richiamando l’attenzione sulla necessità di fissare un prezzo del carbonio, trasferire sussidi ai combustibili fossili e adottare soluzioni rispettose della natura come rinunciare alle colture agricole che distruggono e inquinano. «È necessario prevedere misure urgenti e ambiziose per cambiare il modo in cui produciamo il nostro cibo, gestiamo le nostre acque, la terra e gli oceani» ha aggiunto.

Gli esperti del programma Onu per l’ambiente sottolineano infatti che un’agricoltura e una pesca sostenibili, combinate con cambiamenti nelle diete e riduzione dello spreco alimentare, potrebbero contribuire a porre fine alla fame e alla povertà, migliorare l’alimentazione e la salute e preservare terra e oceani dall’inquinamento.

E questo è l’anno giusto per cambiare, oltre che l’ultimo per evitare che l’emergenza climatica diventi irreversibile. Due sono i fattori propizi, secondo le Nazioni Unite, il reingresso degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e lo sforzo dei Governi per la ripresa economica dalla crisi pandemica, un’opportunità che non può essere vanificata. «Il percorso verso un’economia sostenibile esiste» ha concluso Guterres, aggiungendo che è «guidato dalle energie rinnovabili, dai sistemi alimentari sostenibili e dalle soluzioni basate sulla natura» e «porta a un mondo inclusivo in pace con la natura».

di Anna Lisa Antonucci