· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

Un Dio geloso

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25 febbraio 2021

La liturgia di oggi ci offre tre brani diversissimi. Nel primo, abbiamo «un Dio geloso» che vuole l’esclusiva dell’amore; nel secondo abbiamo un Dio capace di scandalo e di follia; nel Vangelo un Dio che conosce «quello che c’è in ogni uomo» .

Davanti a questo Dio ognuno di noi si può domandare: come credo? In quale Dio credo? In chi o in che cosa io credo davvero?

Perché, vedete: c’è una fede esteriore, vuota di contenuti, come quella dei venditori nel tempio. Gente che bazzica la chiesa, se la fa con i preti, ma il suo cuore è lontano da Dio.

C’è una fede che chiede segni e miracoli. Per il fatto che qualcuno crede alle apparizioni della Madonna e ai miracoli di padre Pio, si ritiene di essere un cristiano autentico.

C’è una fede che non è fede: quella dei facili entusiasmi, delle commozioni e dei buoni sentimenti. Cosa se ne può fare Dio, di una fede di questo genere?

La vera fede è accettare la legge di Dio, e metterla in pratica, anche quando può sembrare pesante.

La vera fede è credere in Cristo crocifisso, anche se questo può scandalizzare i benpensanti.

La vera fede è liberarsi da tanti condizionamenti e da tante pratiche esteriori, per seguire «Cristo potenza e sapienza di Dio».

A un cristiano è richiesto un amore esclusivo e totale: «Sono il tuo Dio, un Dio geloso». Abbiamo a che fare con un Dio appassionato, che vuole tutto per sé, e nessuno deve essere messo davanti a lui.

E lui cosa ci dà in cambio? Dio non ci chiede sacrifici, ma sacrifica se stesso per noi.

di Leonardo Sapienza