· Città del Vaticano ·

Al via le manifestazioni per i 1700 anni di presenza ebraica in Germania

Per vincere ignoranza
e pregiudizi

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24 febbraio 2021

Cerimonie ufficiali, celebrazioni, festival culturali, opere d’arte, podcast dedicati, nonché quella che sin da adesso viene presentata per l’autunno prossimo come “Sukkot xxl ”, cioè la “più grande” Festa dei tabernacoli al mondo: in tanti modi — molti dei quali on-line — gli ebrei tedeschi festeggeranno lungo il 2021 il 1700° anniversario della loro presenza in Germania. Infatti se i primi di loro si stabilirono probabilmente tra il primo e il terzo secolo in Renania, che all’epoca corrispondeva alla provincia romana della Bassa Germania, è solo a partire dal 321 che furono ufficialmente autorizzati a ricoprire cariche nella pubblica amministrazione e a essere nominati nei consigli comunali tramite un editto emanato dall’imperatore Costantino nei confronti della città di Colonia. Il documento è considerato come la prima testimonianza scritta della presenza ebraica a nord delle Alpi.

Naturalmente l’obiettivo di questo giubileo non è soltanto quello di concentrarsi sui primi secoli dell’era cristiana, ma di celebrare la ricchezza dell’ebraismo in Germania da ieri a oggi, evidenziandone il contributo nella storia tedesca. Da sempre gli ebrei hanno lavorato come consiglieri, insegnanti, artisti, commercianti, artigiani, scienziati, soldati e politici e hanno contribuito a plasmare la società. Erano vicini, colleghi e amici, ma anche capri espiatori e perseguitati, in particolare nei tempi bui del nazismo e durante la Shoah. Periodi che segnano una frattura dolorosa e indelebile nella storia del giudaismo nel nord Europa. Tuttavia, sottolinea uno dei coordinatori di questo giubileo, il musicista e imprenditore di origine ungherese Andrei Kovacs, «vogliamo compensare questo passato pesante e tragico con qualcosa di positivo».

Anch’egli discendente di sopravvissuti dai campi di concentramento, Abraham Lehrer, vicepresidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania e presidente della comunità della sinagoga di Colonia, afferma: «Non posso, non voglio dimenticare quest’epoca; però è anche perfettamente chiaro: l’ebraismo non si può ridurre solo agli anni della Shoah o all’era nazista, e non è così che dovrebbe essere negli occhi, nelle menti della nostra società e in Europa. Il giudaismo è qualcosa di vivo, qualcosa di felice — prosegue il responsabile religioso — e speriamo che con questo anno di festa riusciremo a trasmettere alla società tedesca gran parte della natura gioiosa della nostra religione».

Le celebrazioni per il giubileo, a cominciare dalla cerimonia ufficiale di domenica scorsa con la presenza delle autorità religiose e politiche, si svolgono prevalentemente a Colonia, dove alcuni anni fa gli archeologi hanno trovato preziose testimonianze della storia degli ebrei in Germania. Nel centro della capitale economica, culturale e storica della Renania, infatti, gli scavi realizzati nel 2007 per la costruzione di un parcheggio hanno permesso di scoprire un intero quartiere ebraico di epoca medievale. A pochi passi da questo sito, nella cattedrale di Colonia verrà installata una nuova opera d’arte contemporanea destinata a mettere in rilevo le buone relazioni tra ebrei e cristiani. «Con l’anno commemorativo, spero che la vita e la prospettiva ebraica saranno naturalmente presenti nella società e nelle nostre comunità», afferma il vescovo ausiliare di Köln e vicario episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, monsignor Rolf Steinhäuser.

In un momento in cui l’antisemitismo sta riemergendo in Germania, quest’anno speciale sarà anche un’opportunità per lavorare a una migliore comprensione del giudaismo e della sua cultura, un compito che spetta anche ai cristiani. Per questo la Chiesa cattolica e quella evangelica hanno avviato una campagna di sensibilizzazione che si estenderà tutto il 2021 per sottolineare quanto ebrei e cristiani siano «più vicini di quanto si pensi». In pratica sono stati elaborati poster destinati a essere affissi su edifici in tutto il paese per spiegare le somiglianze — ma anche le differenze — tra festività e tradizioni ebraiche e cristiane.

«Se riusciamo a trasmettere alla gente che la vita ebraica ha e ha avuto una piccola parte decisiva nello sviluppo della nostra società, nello sviluppo del nostro paese, allora questo ci dà molta speranza», riassume Lehrer, sperando che il 2021 sia occasione di «vaccinare e impregnare le persone contro i teorici della cospirazione o altre persone che oggi non hanno paura di usare slogan antisemiti».

di Charles de Pechpeyrou