· Città del Vaticano ·

Assemblea annuale del Circolo San Pietro

Nuove idee e progetti
al servizio dei bisognosi

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23 febbraio 2021

L’apertura domenicale della cucina economica di via Adige, per assicurare un pasto caldo a chi è nel bisogno anche nel giorno in cui molte strutture assistenziali non sono operative: è il “regalo” che si sono fatti i volontari del Circolo San Pietro, in occasione della 152a assemblea generale del sodalizio celebrata ieri sera, lunedì 22 febbraio.

Nel giorno in cui la Chiesa festeggia la cattedra di San Pietro il sodalizio romano si riunisce annualmente per un confronto sui risultati raggiunti, la presentazione delle nuove linee programmatiche e la riflessione sulla propria missione. In questo tempo segnato dalla pandemia del covid-19 i soci hanno optato per una sorta di ritorno alle origini riunendosi proprio nella basilica Vaticana.

Nella circostanza la messa è stata celebrata dal cardinale Angelo Comastri, che appena due giorni prima aveva rinunciato agli incarichi di vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, di arciprete della basilica papale e di presidente della Fabbrica di San Pietro. «Conosco bene la vostra storia centenaria sempre legata al Papa ed alla Santa Sede — ha detto salutandoli — e anche tutto il bene che fate, con discrezione e delicatezza, al servizio dei più poveri e in questa nostra amata città di Roma, in cui purtroppo nascono e si diffondono sempre nuove forme di povertà». Quindi li ha incoraggiati a «continuare» nella loro «meritoria opera di misericordia e di generoso servizio».

La relazione del presidente


Dopo aver ringraziato il cardinale celebrante e l’assistente ecclesiastico, monsignor Franco Camaldo, per «l’opportunità di vivere l’assemblea solenne proprio all’altare della Cattedra», il presidente del sodalizio, Niccolò Sacchetti, ha svolto la relazione morale incentrata essenzialmente sulle modalità con cui il mondo del volontariato ha reagito con prontezza alla diffusione del contagio da coronavirus.

L’opera umana più bella


«Il Circolo San Pietro — ha affermato — era già attivissimo forse ancora prima che esistesse il termine stesso di “volontario” e certamente molto prima che il volontariato diventasse un fenomeno sociale». E, ha aggiunto, «quella capacità di essere utile al prossimo che qualcuno ha definito “l’opera umana più bella”, che non si può spiegare se non la si vive in prima persona, è molto semplicemente la nostra più intima natura così come lo è quella creatività che ci ha contraddistinto nel corso dei secoli consentendoci di inventare sempre nuovi modi di “andare incontro” al prossimo».

Soci e volontari in cucina


Per chi vive il volontariato, che inevitabilmente cambia pelle insieme alla società di cui è espressione diretta — ha fatto notare Sacchetti — è importante «tentare di comprendere e anticipare quelle evoluzioni per fare la differenza nella vita delle persone che assistiamo». Da qui l’esortazione conclusiva: «Continuiamo quindi a prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi, per immergerci in un mondo che, come soci e volontari, dobbiamo conoscere a fondo per servire nel migliore dei modi possibili, cercando sempre nuove soluzioni per aiutare e nuove idee per coinvolgere i volontari del domani».

Ne è un esempio proprio l’iniziativa avviata due domeniche prima, il 14 febbraio, quando si è scelto di aprire le porte della mensa di via Adige, segnando di fatto un ritorno alle origini con i soci e i volontari impegnati a preparare in prima persona il cibo per gli assistiti. Naturale evoluzione di quanto accaduto lo scorso anno, con la distribuzione di pasti caldi anche durante il lockdown, il progetto è stato fortemente voluto dal presidente Sacchetti, che lo ha pianificato con cura e attenzione: a cominciare dall’organizzazione di un corso Haccp (Hazard analysis critical control point, “Analisi dei rischi e controllo dei punti critici”), indispensabile per operare in sicurezza, in ambienti dove si manipola e si prepara cibo. In questa stessa direzione va l’intenzione di estendere nei prossimi mesi l’apertura domenicale delle cucine economiche del sodalizio anche alle mense di via della Lungaretta e di via Mastro Giorgio.

Giuramento e onorificenze


Il giuramento dei soci effettivi e il conferimento del distintivo dorato e della medaglia dorata a chi ha compiuto, rispettivamente, venticinque e cinquant’anni di appartenenza al Circolo hanno concluso l’assemblea.

Infine, prima di recitare — insieme all’assistente ecclesiastico — l’Oremus pro Pontifice, il cardinale Comastri ha benedetto i soci impegnati ad alleviare le sofferenze degli ultimi con nuove attività e progetti anche in un momento critico come quello attuale.

di Marco Chiani