· Città del Vaticano ·

L’azione della Pontificia accademia per la vita

Progettando il dopo-covid

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18 febbraio 2021

La Pontificia accademia per la vita vuole essere profondamente incarnata nella società contemporanea: lo richiedono i tempi che sta vivendo l’umanità e la continuità con il mandato ricevuto. È quanto ha ribadito l’arcivescovo presidente Vincenzo Paglia aprendo — martedì pomeriggio 16 febbraio — i lavori del seminario di studio online con la partecipazione di oltre cento accademici collegati dalle loro diverse sedi in Europa, Africa, Asia e America.

«Al mondo scientifico e in modo del tutto particolare alla nostra accademia — ha detto l’arcivescovo Paglia — è chiesto oggi di rivolgere decisamente lo sguardo verso il futuro e lavorare intensamente alla costruzione di un domani migliore per ogni essere umano».

E proprio in questa prospettiva monsignor Paglia ha reso noto che la prossima assemblea della Pontificia accademia si svolgerà dal 27 al 29 settembre sul tema: «Salute pubblica in prospettiva globale. Il caso covid-19». L’obiettivo dell’incontro, ha spiegato, è confrontarsi con esperti internazionali per «maturare insieme una riflessione articolata sul futuro che immaginiamo dopo la pandemia».

Intanto i lavori del seminario si sono sviluppati a partire dai contenuti delle encicliche di Papa Francesco Laudato sì’ e Fratelli tutti.

E così la professoressa M. Therese Lysaught, della Loyola University di Chicago, ha subito affrontato proprio il collegamento tra le due encicliche invitando a rispondere «nelle pratiche concrete di amicizia sociale, tra le persone e con il creato, per promuovere un’ecologia integrale e guarire la terra e le nostre comunità».

Quindi il professore tedesco Felix Löwenstein, presidente del Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft, ha preso in esame le tematiche collegate alla «biodiversità». Indicando i drammi dell’inquinamento, ha invitato a «interrogarsi sui legami economici» che ne sono all’origine, e su «come riconoscere quando un’innovazione è progresso e quando ci porta solo più vicini all’abisso».

Infine, il professor Mounir Farag, docente alla Senghor University di Alessandria, in Egitto, fondatore e direttore del St. Joseph Institute for family and pro vita, ha ricordato come la pandemia abbia «insegnato quanto sia importante prendersi cura gli uni degli altri, e del creato, nei nostri sforzi per costruire una società più fraterna».

A conclusione dei lavori i l’arcivescovo Paglia ha fatto presente l’importanza di una riflessione teologica e scientifica capace di andare oltre il «già saputo», affinché intellettuali, umanisti e scienziati sappiano affrontare il cambiamento d’epoca. In questo senso il Papa indica una strada, ha aggiunto, e sta «a noi proseguire, allargare lo spazio di riflessione su tutte le dimensioni del termine “vita”».