· Città del Vaticano ·

Manifestazioni contro il colpo di Stato in diverse città

Si allarga la protesta
in Myanmar

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08 febbraio 2021

Anche oggi — per il terzo giorno consecutivo — migliaia di manifestanti sono scesi in piazza in Myanmar per protestare contro il colpo di Stato militare, con i lavoratori che hanno risposto all’appello allo sciopero generale e si sono uniti ai cortei.

La manifestazione più imponente ha avuto luogo a Yangon, la città più grande del Paese asiatico ed ex capitale economica, ma cortei di protesta si sono svolti anche in molte altre città. Secondo la Bbc, si è trattato delle più grandi manifestazioni antigovernative nel Myanmar in oltre 10 anni. Nella capitale, Naypyidaw, le forze dell’ordine hanno usato cannoni ad acqua contro i manifestanti. Almeno due i feriti, hanno testimoni sul posto.

Subito dopo, la televisione statale ha avvertito su possibili «azioni» contro le minacce alla «sicurezza pubblica». «Occorre agire secondo la legge con misure efficaci contro i reati che disturbano, impediscono e distruggono la stabilità dello Stato, la sicurezza pubblica e lo stato di diritto», si legge in un comunicato letto in tv. Come primo provvedimento, a Mandalay, capoluogo della provincia omonima e porto commerciale sul fiume Irrawaddy, è stata decretata la legge marziale.

È la prima volta che i generali golpisti lanciano un duro avvertimento alla popolazione da quando — una settimana fa — hanno preso il potere e arrestato il presidente, Win Myint, il consigliere di Stato e ministro degli Esteri, il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, e numerose altre personalità.

È stato intanto parzialmente ripristinato l'accesso a internet nel Myanmar, dopo il blocco al web che, tuttavia, non ha impedito che migliaia di persone si riversassero nelle strade. Lo ha riferito Netblocks, l’organizzazione che monitora la libertà in rete nel mondo, precisando, tuttavia, che al momento, il traffico su internet è al 14 per cento rispetto ai livelli soliti.