· Città del Vaticano ·

Venticinque anni fa moriva Mariele Ventre

Una vita per i bambini

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05 febbraio 2021

Era il 16 dicembre del 1995, poco più di 25 anni fa, quando Mariele Ventre prematuramente concludeva la sua esperienza umana e artistica. L’Italia la conosceva come la maestra dei bambini dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna: in questo modo, tramite la televisione, era entrata nell’immaginario collettivo non solo degli italiani.

Ma Mariele era molto di più di un volto noto, familiare, nelle case dei telespettatori. Era una musicista, certo, e una educatrice, ma prima di tutto una maestra di vita cristiana.

Nata a Bologna il 16 luglio 1939 da una famiglia di origini lucane, Maria Rachele (questo il suo vero nome) cresce con il dono della fede, declinato nelle varie forme della vita quotidiana e vissuto nella Parrocchia di Sant’Antonio, officiata dai Frati Minori, appena fuori Porta Santo Stefano. Ancora giovane, diploma di maestra appena in tasca, intraprende gli studi musicali al Conservatorio di Bologna, divenendo una buona pianista alla quale si apre un futuro di concertista. Non tralascia però la Messa quotidiana e l’attività aggregativa e caritativa nella Gioventù Antoniana, accanto alla quale, qualche anno prima, era nata un’opera, l’Antoniano appunto.

È proprio all’Antoniano che nel 1961 arriva lo Zecchino d’Oro, portato da Cino Tortorella, Mago Zurlì, che lo aveva avviato a Milano due anni prima nel contesto del «Salone del bambino». Nel 1961 la rassegna si trasferisce dunque a Bologna. È qua che lo Zecchino troverà la sua casa definitiva e una sua precisa identità, fatta di attività canora e opere caritative.

L’allora direttore, padre Berardo Rossi, chiede a Mariele di occuparsi «provvisoriamente» dei bimbi di quell’anno, insegnando loro le canzoni. Mariele accetta e, sempre «provvisoriamente», dà la sua disponibilità per l’edizione seguente e poi per quella successiva… scoprendo nell’insegnamento della musica ai bambini la sua vera ragione di vita, alla quale dedicarsi senza risparmio, per sempre, trasformandola in una missione.

Nel 1963, con otto bambini fonda, il Piccolo Coro dell’Antoniano, che negli anni crescerà in dimensioni e qualità, diventando una formazione sempre più nota e apprezzata, rivolta a bimbi di età compresa tra i 4 e gli 11 anni.

È nel 1966 però che Mariele compie quella che possiamo definire una scelta definitiva. A determinarla sono le parole che Paolo vi il 22 marzo di quell’anno pronuncia ricevendo in udienza il Piccolo Coro. Riservando ai promotori il suo «incoraggiamento pieno di tenerezza», Papa Montini li invita a «continuare così, certi di compiere una cosa bella e meritoria davanti agli uomini e davanti a Dio, perché ogni sforzo educativo rivolto all’infanzia, anche nel delicato importante settore del divertimento, è degno di consolazione e di stima, ed è fonte di consolazione terrena e di premio eterno».

Mariele sente quelle parole come rivolte a lei e le mette al centro di una scelta di vita che sarà totalizzante. La sua “scuola” non è solo un luogo dove imparare a cantare. I bambini diventano bravi coristi e nel contempo bravi cristiani, abituati alla fatica e all’impegno, alla fraternità e alla generosità. Oltre alla televisione, alle trasmissioni, alle incisioni, ai concerti, per il Piccolo Coro non mancano mai i pellegrinaggi, i momenti di preghiera, le opere di solidarietà a favore degli ammalati, degli anziani, dei poveri. Così ecco spesso i bimbi a cantare al Policlinico Sant’Orsola, al Malpighi, per bambini meno fortunati, così come pure in orfanotrofi o strutture di accoglienza per minori. Attraverso lo Zecchino d’Oro, inoltre, viene promosso il «Fiore della Solidarietà» (ancora oggi portato avanti all’Antoniano con «Operazione pane» a favore delle mense francescane di tutta Italia) con opere concrete in ogni parte del mondo.

La vita di Mariele sarà breve. La morte la coglie all’indomani del 38° Zecchino, a 56 anni, al termine di una malattia vissuta con coraggio e dignità, ma soprattutto con affidamento totale alla volontà di Dio. In seguito alla scomparsa della sua fondatrice, il coro prende il suo nome, divenendo Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano. Alla direzione viene chiamata Sabrina Simoni, fra i massimi esperti di musica per l’infanzia.

Composto attualmente da 60 bambini tra i 4 e i 12 anni, il Piccolo Coro è ambasciatore dell’Unicef ed è inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità per una cultura di pace. Nella sua storia, ha collaborato con grandi nomi della musica classica e leggera, ma indimenticabili, restano gli incontri con i Papi, Paolo vi , Giovanni Paolo ii e Francesco. Recente anche la sua straordinaria collaborazione con il cardinale Lorenzo Baldisseri, che ha accompagnato al pianoforte il Piccolo Coro nell’esecuzione di Se per miracolo, dolcissimo pezzo con musica di Chopin e parole di Berardo Rossi.

Lo Zecchino è stata una delle ragioni di vita di Mariele, naturalmente assieme al suo Piccolo Coro e a tutto quello che, umanamente, cristianamente e artisticamente esso rappresentava: non solo canzoni per bambini, ma un fenomeno di costume, atteso e desiderato, divenuto ormai un simbolo musicale conosciuto e amato in tutto il mondo. Canzoni che hanno accompagnato la crescita di generazioni di bambini, entrate nell’immaginario collettivo. Trasmesso da Rai Uno, negli anni lo Zecchino è diventato un appuntamento immancabile per le famiglie, arrivando, grazie alla mondovisione, ben oltre i confini europei. Nel 1978 la rassegna diventa internazionale, e alle canzoni italiane si affiancano quelle straniere, in rappresentanza, ogni volta, di sette nazioni di tutto il mondo, che arricchiscono i ritornelli di sonorità lontane e fiabe bellissime e sconosciute. Assieme al Festival di Sanremo (che lo batte di appena otto anni) è la manifestazione più antica e longeva trasmessa dalla Rai, che vanta il primato di maggior produttore di canzoni per bambini nel mondo.

di Francesco Marruncheddu