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I convegni ecclesiali dal 1976 al 2015

Prove tecniche di dialogo

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04 febbraio 2021

Il libro di Francesco Bonini Chiesa cattolica e Italia contemporanea. I Convegni ecclesiali (1976-2015) (Roma, Studium Edizioni, 2020, pagine 184, 19,50 euro) ricostruisce le vicende italiane dell’ultimo quarantennio alla luce di cinque convegni ecclesiali nazionali accompagnati da altrettanti pontefici. Il lavoro presenta cinque capitoli per cinque convegni. Si tratta di eventi alquanto complessi e delicati, non solo perché cercarono di “attuare” gli insegnamenti conciliari, ma soprattutto perché i temi di quei convegni non si esaurirono nello svolgimento degli stessi eventi. Tutti questi episodi maturano «nel momento della celebrazione, ma anche nella loro lunga preparazione e nella loro non scontata attuazione, con la dialettica che questo percorso articolato implica».

Il primo, quello svoltosi a Roma nel 1976, si trova, nel prima e nel dopo, a dover fare i conti con una situazione italiana uscita dal miracolo economico e poi precipitata negli anni bui del terrorismo. Si avverte, soprattutto nelle iniziative che seguirono, un grande disorientamento. Per Scoppola mancò «l’iniziativa del vertice», rivelando una Chiesa italiana che si muoveva più lentamente del paese. Inoltre, malgrado l’entusiasmo iniziale dei vari movimenti, la riunione dell’anno seguente, convocata ancora a Roma, vide numerose defezioni. Si trattò di un vero e proprio monito per quella disunione del mondo cattolico che sarebbe maturata anni dopo. Il secondo convegno, Loreto 1985, cerca di elaborare una continuità non sempre scontata. La novità del pontificato di Giovanni Paolo ii non poteva essere ignorata. Si evidenzia così la necessità di una «maggiore presenza nella vita culturale, politica e sociale» per rimettere i cattolici in una realtà dalla quale stavano estraniandosi. Quello di Palermo 1995, il terzo, oltre alle problematiche del Paese, non può certo trascurare il fatto di svolgersi in un’ isola che aveva visto la recrudescenza della Mafia, arrivata a sfidare lo Stato colpendolo nei suoi rappresentanti più significativi. Inoltre, da punto di vista ecclesiale non si poteva trascurare l’imminente Giubileo del 2000. Arriviamo così a Verona 2006. Il quarto convegno allarga lo sguardo su tematiche non nuove per la Chiesa, ma che diventano stringenti per l’Italia: dialogo interreligioso, testimonianza in una realtà che va disfacendosi del sacro, riavvicinamento alla fede, e altri ancora.

L’ultimo, Firenze 2015, lascia in eredità i cosiddetti “tavoli”, per promuovere «il coraggio di sperimentare» che accompagna gli sforzi di questi anni. Interessante è l’emergere della cosiddetta “pastorale del condominio” per «adeguare la vita della parrocchia alle sfide del nostro tempo». Si reclama di dare «più spazio ai carismi dei laici» e, a proposito dello spazio, si sottolinea come sono soprattutto i giovani a chiederlo. Una sintesi sembra essere data dai «cinque verbi-chiave dell’abitare: ascoltare, lasciare spazio, accogliere, accompagnare e fare alleanza».

Il testo, per ogni evento si arricchisce di una preziosa rassegna stampa, davvero significativa, come pure di un articolato indice dei nomi che evidenzia una partecipazione vivace e ampia dei cattolici italiani.

Si tratta di pagine dettagliate che non analizzano solo il passato, ma che invitano a riflettere quanti vogliono capire le trasformazioni del nostro paese in vista di un futuro prossimo certo non facile e che risente ancora di problemi affrontati e non sempre risolti in modo efficace. Bonini ci presenta una sorta di bussola per orientarci e districarci in una realtà nella quale i cattolici sono chiamati, ancora una volta, a svolgere un ruolo fondamentale nella mediazione e nella decisione che sono due, tra i più alti, requisiti della politica.

di Rocco Pezzimenti