· Città del Vaticano ·

Messaggio pontificio al Forum dei popoli indigeni

La solidarietà come alternativa
al nuovo colonialismo

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02 febbraio 2021

Papa Francesco ha inviato un messaggio al quinto Forum dei popoli indigeni presso l’Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), in corso dal 2 al 4 febbraio, per poi concludersi il 14 nell’ambito di una serie più ampia di iniziative tra cui l’Indigenous week, in programma dall’8 al 12. Ne pubblichiamo il testo in una nostra traduzione dallo spagnolo.

Agli organizzatori
e ai partecipanti
alla v Riunione del Forum dei Popoli Indigeni

Signore e Signori,

Desidero esprimervi nuovamente la mia vicinanza e l’impegno della Chiesa a continuare a camminare insieme. Insieme per manifestare la nostra convinzione che la globalizzazione non può significare un uniformismo che ignori la diversità e imponga un nuovo tipo di colonialismo.

La sfida consiste, piuttosto, nel creare alternative a partire dalla solidarietà affinché nessuno si senta ignorato, ma non imponga neppure prepotentemente la propria direzione, considerandola come l’unica corretta. Al contrario, sappiamo bene che, quando le diversità si articolano e si arricchiscono reciprocamente, la comunione tra i popoli fiorisce e si vivifica. In realtà, si tratta di promuovere uno sviluppo che non abbia il consumo come mezzo e come fine, ma che vegli realmente sull’ambiente, ascolti, impari e nobiliti. In questo consiste l’ecologia integrale, nella quale la giustizia sociale si coniuga con la tutela del pianeta. Soltanto con questa umiltà di spirito potremo vedere la sconfitta totale della fame e una società basata su valori duraturi, che non siano frutto di mode passeggere e distorte, ma della giustizia e della bontà.

Confido che il vostro lavoro di questi giorni sia colmo di frutti abbondanti, di amore per il mondo che vogliamo costruire tutti insieme e che desideriamo consegnare a quanti vengono dopo di noi come un tesoro e non come un cumulo di rifiuti e di spoglie. A tal fine prestiamo attenzione a ciò che beneficia tutti e che sarà proprio ciò che ci permetterà di passare per questo mondo lasciando un solco di altruismo e di generosità, senza rimanere feriti dall’immanenza terrena, affranti dal vuoto spirituale, paralizzati dall’autoreferenzialità o rattristati dall’individualismo.

Con questi sentimenti, chiedo a Dio di benedire le vostre comunità e quanti nell’Ifad s’impegnano ad aiutare coloro che vivono nelle aree più depresse del pianeta, ma aggraziate dalla bellezza che proviene dal rispettare e dal convivere con la natura, opera uscita dalle mani del Signore.

Grazie.

Dal Vaticano, 2 febbraio 2021

Francesco