· Città del Vaticano ·

Martedì 2 febbraio si celebra la venticinquesima Giornata mondiale della vita consacrata

«Rimanete nel mio amore»

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30 gennaio 2021

Celebriamo quest’anno la xxv Giornata mondiale della vita consacrata in modo molto speciale, perché speciale è il momento che stiamo vivendo a causa della pandemia. Speciale è anche questo 2 febbraio perché commemoriamo il 25° anniversario della grata celebrazione anno dopo anno di una Giornata che ci offre l’opportunità di celebrare la nostra consacrazione e ringraziare il Signore per il dono della vocazione. A questo dono rispondiamo con un altro dono, il dono di poter contare sulla fedeltà di Dio e sulla potenza della sua grazia che ci permette di perseverare con Colui che è andato fino alla fine nell’amore.

È passato appena un anno dalla pubblicazione dei nuovi Orientamenti del dicastero che fanno riferimento a una caratteristica fondamentale di ogni vocazione: la permanenza nell’amore (cfr. Gv 15, 9) e ci invitano a lasciarci illuminare dalla Parola di Dio e dal magistero della Chiesa sul significato della fedeltà e della perseveranza, e a prendere coscienza della loro dinamica nei processi dove il discernimento e l’accompagnamento sono chiavi fondamentali. La dimensione comunitaria ci viene presentata non solo come un sostegno al discernimento personale, ma anche come uno stile accogliente e fraterno che accompagna e sostiene la perseveranza nei momenti difficili.

Papa Francesco ci chiede spesso di camminare insieme perché solo insieme possiamo affrontare le difficoltà e approfittare di questo momento storico per dare un nuovo senso alla svolta che sta prendendo il cammino dell’umanità. Per questo le sue parole risuonano oggi con un’eco propria per tutti noi consacrati: «Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità [...] Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!» (Fratelli tutti n. 8).

Come non sottolineare in questa occasione la fedeltà e la perseveranza come il trionfo dell’amore di Dio nella nostra vita! «Il piano di Dio per ognuno di noi è sempre un piano d’amore. E la gioia più grande per ogni credente è quella di rispondere a questa chiamata, a darsi completamente al servizio di Dio e dei fratelli» (Tweet di Papa Francesco, @Pontifex, 17 gennaio 2021).

La fedeltà è una realtà che richiede sforzo, rinnovamento e creatività. Promettere un amore che dura per sempre è possibile solo quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e che ci permette di dare tutta la nostra vita alla causa del Regno di Dio.

Fedeltà e perseveranza hanno a che fare con il rimanere nell’amore. È l’invito di Gesù poco prima della sua passione: «Rimanete nel mio amore» (Gv 15, 9). Non è facile, dunque, rimanere, ed è questo atteggiamento che rivela il vero discepolo. Amare Dio, amare il prossimo come se stessi implica importanti dinamismi e processi di maturazione umana che ci portano ad amare la nostra vocazione. Gesù non ci invita a una permanenza statica, ma amorosa, perché l’amore è dinamismo, è vita, è uscire da se stessi, è dono di sé, è generosità e perciò è fonte di una gioia immensa e profonda. «Qui sta il senso della vocazione alla vita consacrata, una iniziativa tutta del Padre, che richiede da coloro che ha scelti la risposta di una dedizione totale ed esclusiva. L’esperienza di questo amore gratuito di Dio è a tal punto intima e forte che la persona avverte di dover rispondere con la dedizione incondizionata della sua vita, consacrando tutto, presente e futuro, nelle sue mani» (Il dono della fedeltà n. 32).

Rimanere nell’amore significa rimanere stupiti per essere stati chiamati da Dio, rimanere nel primo amore che è il fondamento del nostro primo sì, che diventa più forte e profondo con il passare degli anni; rimanere uniti a Gesù, affascinati da Lui, nell’ascolto quotidiano e credente della sua Parola che impregna il nostro cuore del suo sguardo, dei sentimenti del Figlio, della sua tenerezza e misericordia. Rimanere nel servizio, nel vivere non per noi stessi, ma per la missione che Lui ci ha affidato; rimanere nella sua compassione, nelle sue scelte, nelle sue preferenze, nei suoi amori.

Perseverare significa contemplare, da dove mi trovo, ciò che succede intorno a me; significa pregare e mettere nelle mani di Dio ciò che sento e vedo; significa anche sognare insieme i cammini che ci porteranno a fare ciò che Dio vuole che facciamo in ogni momento della storia che viviamo; significa mettere i piedi, concretizzare questi sogni in piccoli o grandi impegni che ci rendano vicini a chi soffre, ai più poveri, agli scartati e a ogni situazione dove manca la speranza e la vita.

Il nostro tempo è dominato dall’incertezza. Interrotti i progetti sulla nostra vita e sulle nostre attività, ci sentiamo impotenti. Questa povertà ci spinge  ad ancorare il nostro cuore in Dio, ritornando alle nostre origini: la nostra vocazione e missione nascono costantemente da Lui. Ecco perché viviamo in un tempo fecondo. Ha cura di noi il Dio della salvezza! (Sal 68, 20).

Fedeltà, perseveranza, gioia, sono espressioni squisite di amore e di gratitudine. «Come potrò rendere al Signore quanto mi ha dato?» (Sal 115). La questione della fedeltà è un esercizio di libertà e responsabilità. Ciò che ci fa perseverare ed essere felici non sono i nostri meriti, le nostre conquiste, o qualcosa che dipende da noi. La causa è il suo amore e la sua grazia, quella che non ci manca mai e che abbiamo ricevuto con la sua chiamata: «Ti basta la mia grazia»... per essere fedele e felice, per rimanere nel mio amore (Sal 68, 20).

Perciò in questo giorno la vita consacrata innalza innanzitutto un inno di gratitudine a Dio Trinità per il dono della sua vocazione. Finché ci saranno consacrati e consacrate grati per «questo sogno affidato alle nostre mani, alla nostra passione, alla nostra perseveranza» (Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica [ civcsva ], A tutti i consacrati e consacrate, 2 febbraio 2021), il suo amore e la sua grazia li faranno rimanere nel suo amore nei momenti facili e difficili.

di Carmen Ros Nortes
Suora di Nostra Signora della Consolazione, sottosegretario della civcsva