· Città del Vaticano ·

La corruzione
l’altra pandemia

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29 gennaio 2021

La corruzione e l’emergenza sanità si alimentano a vicenda. Le risorse senza precedenti stanziate in tempo di pandemia per dispositivi medici, test, cure intensive, ossigeno, hanno chiamato a tavola il commensale occulto, l’ospite parassita delle comunità umane: la corruzione. Il risultato è che l’enorme spesa investita nell’emergenza viene, in diversi contesti nazionali, intercettata e sottratta. Soprattutto nei Paesi più poveri, ma non solo in quelli, questo fa sì che la pandemia corra ancora di più. Bruciando vite, posti di lavoro, delegittimando le istituzioni che non riescono ad assolvere il loro primo compito: garantire l’accesso alla salute, se non proprio alla sopravvivenza, delle persone. Per non parlare del diritto al lavoro in sicurezza e per un equo compenso. La corruzione, infatti, si è dimostrata in grado, attraverso veri e propri network informali, di accaparrarsi larghe fette degli stanziamenti destinati ai lavoratori della salute.

Alle tante verità messe a nudo dal covid-19, c’è questa, suggerita da un nuovo rapporto di Transparency international (Ti), organizzazione indipendente con una rete legale transnazionale che offre supporto a chi vuole denunciare in sicurezza la corruzione.

Negli ultimi 9 mesi — da quando gli Stati hanno spalancato le cateratte della spesa sanitaria — 1.800 persone hanno chiesto sostegno legale a Transparency, si legge, per denunciare episodi di corruzione legati alla gestione dei fondi per il covid-19. Ogni denuncia corrisponde a migliaia di persone che non hanno avuto accesso alle cure, o hanno dovuto pagare per un loro diritto finanziato dalla spesa degli Stati nazionali (e spesso anche dalle tasse pagate da loro). Sempre secondo Ti, nella sola Unione europea, in tempi normali, ben il 28 per cento dei casi di «corruzione sanitaria» riguarda l’acquisto di dispositivi medici; non si tiene quindi conto dell’enorme flusso di finanziamenti emergenziali. La mancanza di trasparenza e di controllo della spesa, si è tradotta anche in condizioni di lavoro a rischio e di sfruttamento delle persone. Mazzette e ricatti. Anche sessuali, come avverte il rapporto di Ti, che ogni anno fa una mappa del pianeta in base all’impatto del fenomeno sulle vite reali delle persone (statisticamente detto «indice di percezione»). Molte le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare umilianti ricatti sessuali dei corrotti. Non solo un problema di giustizia sociale, dunque. La corruzione è benzina sull’incendio della pandemia ed è uno dei fattori di crisi del pianeta più pericolosi, insieme alla stessa crisi climatica per la quale, anche, ha responsabilità. Al covid dobbiamo un’altra bruciante, ineludibile lezione: finché ci sarà corruzione fuori controllo non ci sarà guarigione.

di Chiara Graziani