· Città del Vaticano ·

Tornano le Madonne
delle villas

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27 gennaio 2021

Le Madonne dei suburbi indossano i loro abiti migliori per ricevere i pellegrini che ritornano adesso che la pandemia si sta attenuando e le vaccinazioni si estendono. La Virgen de Luján occupa il cuore profondo delle villas miseria di tutta l’Argentina, con il suo schiavo, il negro Manuel, che ricorda da vicino l’indio Juan Diego, il custode dell’ancor più famosa Madonna messicana di Guadalupe. A lei, alla Madonna argentina per antonomasia, il popolo delle villas ricorre in vari momenti dell’anno, quelli comandati e quelli dettati dalle vicissitudini personali che nell’anno della grande peste si sono moltiplicati.

La Madonna di Itatí, dopo quella di Luján, riscalda il cuore degli immigrati di una delle provincie argentine più povere, il Chaco, mentre alla Vergine del Valle ricorrono i figli della grande corrente migratoria proveniente dalla provincia di Catamarca.

Per gli emigranti della provincia di Jujuy c’è Nuestra Señora del Rosario de Río Blanco y Paypaya, che nel mese di ottobre pongono al centro di adunate festive di notevoli dimensioni. Alla Virgen de la Puerta i peruviani riservano grandi onori, come si conviene ad una madre che, come ha difeso la città di Trujillo dalle scorribande dei bucanieri nel secolo XVII, difenderà anche i suoi figli che si sono stabiliti nelle baraccopoli dell’Argentina1. Rosa di Santa Maria, al secolo Isabel Flores de Oliva, la prima dei santi americani, grande seguace di un’altra santa, Caterina da Siena, accompagna anch’essa i peruviani che si sono stabiliti nelle villas argentine forte del titolo di patrona delle Americhe, del Nuovo Mondo, delle Filippine e delle Indie Occidentali.

La “mamita” di Urkupiña attraversa le Ande della Bolivia con il piccolo Gesù tra le braccia per offrirsi ai figli di questo paese, immigrati a centinaia di migliaia nelle baraccopoli dell’Argentina. Quella di Caacupé, tra le Madonne d’importazione è la più popolare. Il ridotto dei paraguaiani la pone al centro delle proprie invocazioni in pressoché tutte le ricorrenze patrie e religiose. Giunse nelle villas di Buenos Aires nell’agosto del 1987, quando i villeros del sacerdote José Maria di Paola viaggiarono fino al suo santuario, nelle vicinanze di Asunción, ritornando poi sui propri passi con una delle rare repliche. La incoronarono nella villa urbana più popolosa della capitale, la 21-24 dei quartieri di Barracas e Nueva Pompeya. Da allora è a lei, alla Vergine india di ka’a kupé, che i paraguayani dedicano feste e processioni con decine di migliaia di devoti.

Ai paraguayani e alla loro Madonna rispondono i boliviani con la loro, quella di Copacabana, una delle vergini, con quella di Guadalupe in Messico, tra le più popolari dell’America del Sud. Nelle villas si stabilisce in epoca recente, dalle mani di un camionista e di una infermiera della parrocchia di San Cayetano2. Ogni mese di agosto, quando ricorre la sua festività, le strade delle villas argentine si colorano di celeste, gli stretti corridoi tra una casa e l’altra rimbombano di ritmi degli altopiani andini mentre i giovani e le giovani di questa nazione esibiscono le danze più tradizionali.

Alle Vergini villere si aggiungono le più antiche Madonne del vecchio continente, Fatima e Lourdes in testa, che nelle villas hanno i loro devoti, e i loro luoghi di devozione, cappelle, santuari, grotte, come si conviene a due storiche apparizioni.

di Alver Metalli

1 Pio xii le dette il titolo di Regina della pace universale nel 1942 mentre era in corso il secondo conflitto mondiale. Un altro Papa, quello regnante, ha voluto insignirla mezzo secolo dopo con l’onorificenza di Madre della Misericordia e della Speranza.

2 Nel mese di agosto del 2017 una coppia residente nel quartiere di Liniers, a Buenos Aires, viaggiò sino alla località boliviana di Villazón, nel sud della Bolivia, dipartimento di Potosí e fece ritorno al santuario di San Cayetano con la copia della statua di Nuestra Señora de Copacabana, che venne poi intronizzata in villa Carcova nella località di León Suarez.