· Città del Vaticano ·

All’Angelus il Papa ricorda il senzatetto nigeriano di 46 anni trovato senza vita a pochi metri da piazza San Pietro

Il “venerdì santo” di Edwin morto di freddo

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25 gennaio 2021

«Pensiamo a cosa ha sentito quest’uomo, 46 anni, nel freddo, ignorato da tutti, abbandonato, anche da noi». Commosso, Papa Francesco ha ricordato così al termine dell’Angelus domenicale di ieri la drammatica morte di Edwin, il clochard nigeriano trovato senza vita pochi giorni prima nei pressi di piazza San Pietro. Era «lo scorso 20 gennaio», ha spiegato il Pontefice, e «la sua vicenda si aggiunge a quella di tanti altri senzatetto recentemente deceduti a Roma nelle stesse drammatiche circostanze». Da qui l’esortazione a pensare a Edwin e a pregare per lui, con un monito: «San Gregorio Magno — ha detto Papa Francesco rilanciando e attualizzando il messaggio del predecessore vissuto nel medioevo — dinanzi alla morte per freddo di un mendicante, affermò che quel giorno non si sarebbero celebrate messe perché era come il Venerdì santo». E sempre nel segno della vicinanza ai senza fissa dimora, il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski ha presieduto stamane, lunedì 25, le esequie di Roberto Mantovani, sessantaquattrenne che ha trascorso parte della sua vita in piazza della Città Leonina, a due passi dal Vaticano. “Robertino”, come lo chiamavano tutti, grazie a Dio non è morto al gelo, perché si era trasferito presso un dormitorio alla stazione Termini di Roma, dove è spirato. Insieme con l’elemosiniere pontificio, nella parrocchia San Pio X alla Balduina, hanno concelebrato i funerali il cardinale George Pell, l’arcivescovo Arthur Roche, e una decina di sacerdoti.

L'Angelus