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Lotta al terrorismo in Niger

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22 gennaio 2021

Cinque soldati del Niger sono stati uccisi e altri quattro risultano dispersi in un’operazione antiterrorismo avviata in seguito all’intensificarsi delle violenze nel Paese. Nell’operazione sarebbero stati uccisi venti jihadisti, hanno reso noto le autorità nigerine. L’attacco — in base ai media — è avvenuto nel sud-est del Paese, al confine con la Nigeria, dove le incursioni terroristiche diventano sempre più aggressive.

L’operazione è scattata dopo l’attacco di domenica scorsa sferrato dai jihadisti affiliati al gruppo dello Stato islamico dell’Africa occidentale (Iswap) — fazione secessionista dell’organizzazione terroristica nigeriana di Boko Haram — contro una postazione militare a pochi chilometri dal confine con la Nigeria. Lunedì scorso quattro soldati sono morti a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale.

Il Ministero della Difesa non ha fornito dettagli sul luogo in cui è avvenuto lo scontro, ma ha specificato che l’operazione è stata «aria-terra» e «sostenuta dai partner» del Niger, vale a dire la Francia impegnata nel Sahel con l’operazione Barkhane o la Joint Multinational Force, composta da truppe dai Paesi della regione.

La lotta contro gli islamisti nel sud-est e nel sud-ovest del Niger, al confine rispettivamente con Nigeria e Mali, ha causato centinaia di morti e quasi mezzo milione di sfollati. All’inizio di gennaio, 105 persone sono state uccise nella regione occidentale di Tillabéri. Si è trattato del più alto bilancio di vittime nel Sahel dall’inizio delle violenze di matrice jihadista nel nord del Mali, nel 2012, prima che queste avanzassero anche in Niger e Burkina Faso. Il Niger andrà al ballottaggio alla fine di febbraio per le presidenziali. Una delle principali sfide del nuovo presidente sarà quella di frenare gli attacchi sia nel sud-est del Paese che nel Sahel occidentale, dove i gruppi affiliati al sedicente Stato islamico (Is) e ad Al Qaeda continuano a mietere terrore.