· Città del Vaticano ·

In un quartiere povero di Yaoundé una scuola secondaria aperta dai salesiani

Quando un sogno
può diventare realtà

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20 gennaio 2021

I ragazzi non credono ai loro occhi. Finalmente, quello che per loro sembrava un sogno adesso è diventato realtà. Una scuola nuova dove poter imparare a scrivere e a leggere e a socializzare, sebbene la pandemia imponga in questo periodo regole più severe, come il distanziamento sociale obbligatorio. Ma loro, sono contenti lo stesso perché «il buon Dio non li ha abbandonati. Qui — raccontano in un video gli studenti — è tutto bello grazie ai salesiani». E sì, perché in Camerun le condizioni di vita per gran parte della popolazione sono abbastanza difficili, a causa di scontri, povertà e miseria. Secondo le Nazioni Unite, poco più 4,4 milioni di persone avranno bisogno di aiuti umanitari nel 2021 e bambini e adolescenti saranno quelli che soffriranno maggiormente, anche a causa della pandemia.

La costruzione della scuola secondaria Don Bosco Mimboman, a Yaoundé, quindi, sta contribuendo a cambiare e a migliorare le cose. I ragazzi e le ragazze sono felicissimi di poter studiare in uno spazio ben attrezzato e adatto alle loro esigenze educative, lasciandosi alle spalle il vecchio edificio in cui condividevano gli spazi con alcuni laboratori per la formazione professionale, molto rumorosi, che rendevano assai difficile lo svolgimento delle lezioni e delle attività.

Il nuovo edificio, situato nel quartiere di Mimboman e operativo da qualche settimana, dispone di 12 aule, 10 attrezzate per le lezioni convenzionali, un’altra presto sarà adibita a laboratorio e l’ultima verrà allestita come sala computer. Dispone anche di 3 uffici e altrettante aule per immagazzinare i diversi materiali.

La nuova scuola accoglie circa 500 giovani, a cui viene garantito il diritto a un’educazione di qualità. E l’offerta è stata anche ampliata, con corsi che arrivano fino al baccellierato. In Camerun, la comunità fondata da don Bosco è anche impegnata per la parità di genere, garantendo che almeno la metà dei posti disponibili siano destinati alle allieve, che queste abbiano spazi sicuri e soprattutto che venga fornita a tutti un’educazione che garantisca medesime possibilità.

Il progetto scolastico a Mimboman ha ancora molta strada da fare e nei prossimi mesi saranno realizzate altre strutture a supporto del plesso didattico. «Abbiamo in programma — conferma il direttore, Bediehide Octave Christian — la costruzione di altri due moduli, con aule per il personale docente, i servizi amministrativi, la biblioteca, dei laboratori, una sala polivalente e una mensa. Sono felicissimo e onorato di essere il direttore di questa nuova scuola, spero che questi ragazzi possano completare gli studi con serenità e avere le possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Il nostro obiettivo — aggiunge — è quello di rendere nei prossimi mesi la scuola ancora più funzionale e confortevole». Cionondimeno, la struttura, moderna e funzionale, è già un grande passo avanti per l’educazione di tanti ragazzi e ragazze camerunensi.

In questo centro salesiano, lavora da 27 anni il missionario José Maria Sabé Colom, il quale, insieme ai suoi confratelli, è fermamente convinto che in Camerun sia molto importante «che tutte le religioni siano coinvolte in un progetto educativo», un tipo di dialogo interreligioso che i missionari vivono ogni giorno. Come dice don Sabé Colom, questo «fa nascere l’amicizia tra musulmani e cattolici e, quindi, una società più solida», e tutto questo risponde anche ad uno «stile di evangelizzazione».

Il progetto di costruzione della scuola di Mimboman è stato reso possibile grazie all’intervento economico di Bosco Global, la Ong salesiana spagnola che lavora a sostegno dell’educazione per costruire un mondo più giusto, equo e sostenibile. Nonostante il difficile momento caratterizzato dalla pandemia, Bosco Global ha promesso di continuare a sostenere questo progetto, che sta permettendo a tanti giovani di accedere a un’istruzione di qualità in un quartiere dove l’educazione è forse l’unica opportunità per rompere il ciclo della povertà che incatena molte famiglie.

di Francesco Ricupero