· Città del Vaticano ·

La campagna ecumenica 2021 in Brasile

Nuove strade
contro la violenza

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16 gennaio 2021

Fraternità e dialogo, un impegno quotidiano per l’amore: è questo il tema della Campagna di fraternità ecumenica, promossa dal Conselho nacional de Igrejas cristãs (Conic) do Brasil per il 2021. L’iniziativa viene organizzata più o meno ogni cinque anni e costituisce il momento più forte del cammino ecumenico in Brasile, con il coinvolgimento di Chiese e movimenti in tutto il paese, impegnati nella celebrazione di momenti di preghiera e nella realizzazione di progetti per gli ultimi, con lo scopo di valorizzare le singole tradizioni cristiane nel quadro della ricerca dell’unità visibile; talvolta questi progetti vedono la partecipazione di gruppi estranei al cristianesimo, assumendo anche una dimensione interreligiosa. La Campagna di fraternità ecumenica ha infatti tra i suoi scopi la creazione di occasioni di dialogo e di condivisione anche al di fuori dell’universo dei cristiani.

Nel 2016, anno dell’ultima campagna (organizzata per la prima volta nel 2000), venne affrontato il tema legato a come i cristiani possono farsi portavoce della fragilità dell’ambiente, soprattutto quando uomini e donne si trovano privi di qualunque forma di assistenza sanitaria e quindi esposti alla violenza causata dallo sfruttamento indiscriminato del creato.

Per l’evento di quest’anno il comitato organizzatore — composto dai membri del Conic, dalla Igreja Betesda de São Paulo, come membro osservatore, e dal Centro ecumênico de serviços à evangelização e à educação popular (Ceseep), come membro fraterno — ha indicato lo scopo principale nel rafforzamento dell’idea che l’amore di Cristo deve guidare il dialogo e la testimonianza dei cristiani in modo da rendere ancora più evidente come si possa vivere e costruire l’unità nella diversità; questo, come regola fondamentale e irrinunciabile (non solo nella Campagna ecumenica ma anche nella vita quotidiana dei fedeli), significa coinvolgere le comunità locali e gli uomini e le donne di buona volontà nella definizione di cammini con i quali superare la polarizzazione e la violenza che segnano così profondamente la società contemporanea. Si tratta di un impegno che i cristiani sono chiamati a compiere per farsi costruttori di pace proprio in nome dell’amore misericordioso di Dio Padre, come viene indicato dal passo biblico scelto per l’edizione del 2021: «Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva» (Efesini, 2, 14).

Della preparazione si è parlato in un seminario organizzato dal Conic per riflettere su quanto i credenti devono fare per rilanciare il cammino ecumenico in Brasile in un tempo nel quale, anche per le conseguenze della pandemia di covid-19, tante nuove domande vengono poste alle comunità locali, soprattutto riguardo al sostegno economico e spirituale di coloro che sono stati colpiti dal coronavirus, malattia che ha accentuato le discriminazioni sociali e di genere, creando nuove povertà. La testimonianza ecumenica deve sostenere i cristiani nell’opera di denuncia delle violenze contro le persone, in particolare i poveri, lottando contro coloro che giustificano queste violenze, anche quelle nei confronti del creato, appellandosi alle sacre Scritture, mentre niente hanno a che vedere con il messaggio evangelico.

Nel meeting si è parlato anche di come la Campagna di fraternità debba diventare un tempo particolarmente fecondo per incoraggiare nuove forme di giustizia con le quali non solo restaurare la dignità della persona ma anche superare i conflitti grazie a una riconciliazione sociale da realizzare con gesti concreti, che vanno pensati e preparati. In tale direzione si collocano le iniziative per rafforzare il cammino ecumenico e promuovere il dialogo per una cultura dell’amore con la quale sconfiggere quella dell’odio. Negli incontri preparatori si è discusso anche dei più recenti interventi del Conic contro la violenza ai danni delle donne, per una formazione ecumenica nelle comunità locali, per un’azione in difesa del creato e per una riflessione ecumenica globale, ben oltre i confini del Brasile, dal momento che la campagna deve essere vissuta come tappa, importante, all’interno di un cammino che deve coinvolgere i cristiani, ogni giorno, per la costruzione dell’unità nella diversità in obbedienza alle parole di Cristo.

di Riccardo Burigana