· Città del Vaticano ·

Cile: la giustizia dà ragione agli indigeni

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15 gennaio 2021

La Corte suprema di giustizia del Cile si è pronunciata ieri, giovedì 14, a favore di una comunità indigena aymara ordinando alla società mineraria anglo-australiana Bhp Billiton di sospendere le operazioni presso il giacimento di rame Cerro Colorado, nella regione di Tarapacá, nell’estremo nord del Paese.

L’avvocato Lorenzo Soto, rappresentante dell’Associazione agricola indigena San Isidro de Quipisca, ha spiegato ai media locali che la sentenza emessa «con cinque voti a zero» significherà il blocco completo delle attività a Cerro Colorado. «Dopo una battaglia di diversi anni, la Corte ha deciso. Immagino che loro, l’azienda, stiano analizzando la situazione» ha detto l’avvocato della comunità aymara, aggiungendo che spera che la compagnia mineraria rispetti la risoluzione e che d’ora in poi «la comunità indigena della zona sia presa in considerazione nelle decisioni della compagnia».

La miniera di Cerro Colorado «sta già lavorando per il rispetto delle misure richieste in conformità con le disposizioni della Corte suprema, e ribadisce la propria disponibilità a stabilire processi di dialogo basati sul rispetto, la buona fede e i principi dei popoli indigeni» si legge in una nota della compagnia.

Le comunità aymara hanno più volte accusato l’azienda di non averli consultati o di non rispettare i loro interessi, denunciando che le operazioni hanno avuto un impatto ambientale sulle loro terre e causato danni alle risorse protette. Nel 2019 il Tribunale ambientale del Cile si era pronunciato contro Bhp Billiton, accusandola di «danni all’ecosistema». L’anno scorso, a causa della crisi dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, i vertici della Bhp Billiton avevano annunciato un ridimensionamento del Cerro Colorado annunciando una drastica riduzione della forza lavoro.