· Città del Vaticano ·

Nella memoria liturgica del beato Pietro Donders

Un missionario
per il Suriname

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14 gennaio 2021

Il 14 gennaio 1887 moriva nel lebbrosario di Batavia, padre Pietro Donders. La situazione sociale e sanitaria di un lebbrosario della fine dell'Ottocento non era certo delle migliori: la sofferenza e il dolore regnavano indisturbati e spesso l’angoscia batteva il corso delle ore. Ma quando arrivò il piccolo prete olandese tutto rifiorì, e la speranza sembrò scrivere il nuovo corso del tempo.

Pietro Donders nasce a Tilburg, in Olanda, il 27 ottobre 1809. Adolescente, viste le necessità familiari, è mandato a lavorare come tessitore. Sono anni duri, segnati dal lavoro e dalla fatica, ma Dio non abbandona mai suoi figli.

Sentendo sempre viva la chiamata al sacerdozio, chiede di essere ammesso nel seminario minore della diocesi. Viene accolto e per mantenersi agli studi, vista la scarsità dei mezzi economici, dà una mano nelle varie necessità e contemporaneamente si impegna per colmare le lacune, rimaste ferme all’istruzione elementare.

La vita non è tenera con Pietro Donders, ma alle tribolazioni e alle prove oppone la fede e quella speranza che in lui è tenacia.

Ammesso nel seminario maggiore di Herlaar, si appassiona agli studi e alla vita della Chiesa È innamorato dei racconti dei missionari, tanto da fare domanda per entrare fra i gesuiti, i francescani e i redentoristi, ma la richiesta cade nel nulla. Il 5 giugno 1841 è ordinato sacerdote.

Animato dall’ideale missionario entra nella congregazione di Propaganda fide. È il 14 aprile 1842. Partire in missione non è un gioco da ragazzi, ma significa lasciare tutto. Famiglia, amici, ambizioni e un minimo di sicurezze non esistono più. C’è solo Dio come meta e come premio dell’andare.

La destinazione è il Suriname, dove le diocesi olandesi hanno aperto diverse stazioni.

Salpato da Den Helder il 1° agosto 1842, giunge nella capitale Paramaibo, nella quale inizia il proprio apostolato, e poco dopo fa il suo ingresso nel lebbrosario di Batavia.

La scena è tristissima: molti i malati, alle volte, mutilati dalla lebbra, in una situazione igienica compromessa. A questo stato di cose, si aggiunge la cura degli schiavi, nelle piantagioni circostanti.

Al rammarico e al male, l’eroico sacerdote risponde con la carità, solo con la carità. Più di seicento persone vivono in piccole baracche e don Pietro c’è sempre. C’è per tutti. Disponibile a ogni necessità e a tutte le ore, la sua attività non conosce sosta. Si prende cura dei malati, fascia le loro piaghe e organizza la vita spirituale della comunità. Processioni, messa e liturgia sono al centro della sua azione pastorale.

Medico, infermiere, confessore o altro sono i servizi che, per quarantaquattro anni, assorbiranno la vita del prete olandese. Mai un motivo di irrequietezza, né un momento di ansia: sempre allegro e sereno, guardando, unicamente, al Crocifisso ed ai fratelli.

Uomo di intensa preghiera, vede tutto nella bontà del Padre.

Un apostolato duro e difficile, come le piaghe da curare, che non impedirono tuttavia di valicare i confini dell’umano per entrare in quel divino che si fa servizio e accoglienza.

Il 17 luglio 1865 la congregazione apostolica di Propaganda fide affida al provinciale dei redentoristi olandesi il vicariato del Suriname.

Il momento è particolare, dovunque c’è incertezza. Don Donders legge in questo il segno della volontà di Dio che gli permette di realizzare il sogno di entrare a far parte di una famiglia religiosa.

Ammesso fra i redentoristi, dopo un breve periodo di noviziato, il 24 giugno 1867, emette la professione religiosa. Da questo momento diventa padre Pietro Donders.

Innamorato del carisma missionario di sant'Alfonso Maria de Liguori, ne vive l'ascetica immergendosi nella lettura delle opere del grande teologo: La Pratica di amar Gesù Cristo, Le Glorie di Maria e la Regola sono le sue letture. Per la disponibilità è inviato, per un breve periodo, a predicare la buona novella ad alcune popolazioni locali. È un compito arduo, segnato dalle difficoltà del clima e da altre perplessità, ma nulla ferma il suo amore per il prossimo.

Poco dopo, tornerà a Batavia, spendendo gli ultimi giorni della vita, con i suoi malati, vivendo quel quotidiano fatto di donazione.

San Giovanni Paolo ii , il 23 maggio 1982, proclamò beato padre Pietro Donders. Quell’anno brillava il duecento cinquantesimo anniversario della nascita della congregazione del Santissimo Redentore, a cui apparteneva l’esile missionario dal cuore di Dio.

di Gianluca Giorgio