· Città del Vaticano ·

Cordoglio del Pontefice
per la morte
del cardinale Scheid

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14 gennaio 2021

Appresa la notizia della morte del cardinale Scheid, il Papa ha inviato al suo successore nell’arcidiocesi di Rio de Janeiro, il cardinale cistercense Orani João Tempesta, il telegramma di cordoglio che pubblichiamo di seguito in una nostra traduzione dal portoghese.

Ho appreso con profondo dolore la notizia della morte del cardinale Eusébio Oscar Scheid e desidero assicurarla in questo momento di lutto della mia solidarietà orante con tutti i fedeli che in lui hanno trovato un Pastore zelante. Il suo motto episcopale «Dio è buono» ci ricordava la bontà di Dio verso la sua Chiesa, essendo questa rimembranza veramente consolatrice quando facciamo memoria dell’amato Dom Eusebio che con tanto coraggio ha servito il popolo di Dio, essendo stato il primo Vescovo di São José dos Campos e avendo guidato con uguale cura l’Arcidiocesi di Florianópolis e la sede metropolitana di São Sebastião do Rio de Janeiro. Mentre ringrazio l’Altissimo per aver dato alla Chiesa in Brasile un Pastore tanto generoso, elevo ferventi preghiere affinché lo accolga nella sua felicità eterna e consoli con la speranza nella risurrezione tutti coloro che piangono la perdita del loro amato Pastore, inviando loro, come pegno dei confortanti favori celesti, la Benedizione Apostolica.

Francesco


Dehoniano, era stato arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro

È morto il cardinale brasiliano Eusébio Oscar Scheid


Il cardinale brasiliano Eusébio Oscar Scheid, dehoniano, arcivescovo emerito di São Sebastião do Rio de Janeiro, è morto nel primo pomeriggio di mercoledì 13 gennaio a São José dos Campos per complicazioni polmonari dopo aver contratto il covid-19 ed essere stato ricoverato nell’ospedale São Francisco a Jacareí. Era nato l’8 dicembre 1932 a Bom Retiro, nella diocesi di Joaçaba. Era stato ordinato presbitero il 3 luglio 1960 tra i sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Dehoniani). Nominato primo vescovo di São José dos Campos l’11 febbraio 1981, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il successivo 1° maggio. Quindi il 23 gennaio 1991 era stato promosso arcivescovo di Florianópolis e il 25 luglio 2001 trasferito alla sede metropolitana di São Sebastião do Rio de Janeiro, con l’incarico anche di ordinario per i fedeli orientali residenti in Brasile e sprovvisti della Gerarchia della propria Chiesa «sui iuris». Nel concistoro del 21 ottobre 2003 era stato creato e pubblicato cardinale del titolo dei Santi Bonifacio e Alessio. Il 27 febbraio 2009 aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidiocesi carioca e il 28 luglio 2010 all’ordinariato per i fedeli di rito orientale. Le esequie si sono celebrate senza presenza di fedeli nel pomeriggio dello stesso 13 gennaio nella cattedrale di São José dos Campos.

Rilanciare l’evangelizzazione formando sacerdoti santi, che collaborino veramente con i laici, e giovani con una coscienza forte: ecco gli obiettivi di tutta una vita del cardinale Scheid, fino al 2009 arcivescovo a Rio de Janeiro, perseguiti nei suoi sessant’anni di sacerdozio (compiuti lo scorso 3 luglio) e quasi quaranta di episcopato. Fedele al suo motto Deus é bom, ha testimoniato che proprio «la bontà è un segno efficace e controcorrente per essere testimoni di Cristo nella società attuale». Un atteggiamento semplice di fede che aveva appreso in casa, fin da bambino.

Era nato nel 1932, figlio di Alberto Reinaldo Scheid e Rosália Joana. Aveva frequentato le scuole elementari e medie a Corupá ed era entrato nel seminario dehoniano dove aveva fatto gli studi superiori. «I dehoniani — ebbe a dire Scheid parlando della propria spiritualità — si dedicano al ministero sacerdotale, alla formazione del clero e a diverse opere di apostolato sociale. Ma sempre, di fondo, c’è lo spirito di riparazione delle offese dell'umanità al Cuore di Gesù».

Aveva emesso la professione religiosa il 2 febbraio 1954. E nello stesso anno, a Brusque, aveva iniziato gli studi di filosofia, completati a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana e a Propaganda Fide (1955-1957), insieme con gli studi di teologia (1957-1964). Aveva conseguito la specializzazione in cristologia (con uno studio su Ubertino da Casale) e il dottorato con una tesi sull’«Interiorità di Cristo».

Nel 1960 era stato ordinato sacerdote a Roma da monsignor Inácio João Dal Monte, vescovo di Guaxupé. Tornato in Brasile, nel biennio 1964-1965 era stato professore nel seminario di Cristo Rei e nel seminario regionale del Nord-est. Dal 1966 al 1981 era stato professore di teologia dogmatica e di liturgia nell’Istituto teologico di Taubaté.

Tra i suoi incarichi: coordinatore della catechesi a Taubaté (1970-1974); direttore della Facoltà di teologia (1966-1968); professore esterno di cultura religiosa, invitato dalla Pontificia università cattolica di São Paulo (1966-1968).

Nel 1981 il Papa lo aveva nominato primo vescovo di São José dos Campos, una piccola diocesi non lontana da Aparecida. Monsignor Scheid aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il 1° maggio 1981 dall’arcivescovo Carmine Rocco, nunzio apostolico in Brasile. Durante il ministero a São José dos Campos aveva fondato l’Istituto di filosofia Santa Teresinha, realizzato la residenza teologica Padre Rodolfo, avviato la pastorale presbiterale, istituito la scuola diaconale ed eretto varie parrocchie.

Promosso alla sede arcivescovile di Florianópolis il 23 gennaio 1991, ne aveva preso possesso il 16 marzo. In quell’arcidiocesi, con circa un milione di cattolici, aveva istituito il seminario di teologia Convivio di Emaús e il seminario di filosofia Edith Stein. Aveva costruito la sede amministrativa della curia diocesana, provveduto alla ristrutturazione del centro diocesano di pastorale e alla fondazione di varie parrocchie come Nossa Senhora da Conceição da Lagoa, Nossa Senhora do Bom Socorro a Nova Trento, Nossa Senhora dos Navegantes. E aveva anche inaugurato l’Istituto sociale Giovanni Paolo ii e la scuola dei ministérios.

A Florianópolis era rimasto dieci anni, come nella diocesi precedente, sentendosi “a casa”. Aveva confessato che, al momento di lasciarla, era «stata molto dura: avevo trovato un ambiente per me ottimo. Ma essere missionari significa andare a lavorare dove ti mandano».

Il 25 luglio 2001 il Papa lo aveva nominato arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro e al contempo ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Brasile. Aveva fatto l’ingresso nella metropoli carioca il successivo 22 settembre, quasi settantenne, con vent’anni di episcopato alle spalle. Aveva subito istituito il vicariato dell’amministrazione dei beni temporali dell’arcidiocesi (26 marzo 2002), il vicariato della carità sociale (30 aprile), l’ufficio di pastorale presbiterale (27 febbraio), il coordinamento arcidiocesano della pastorale (23 agosto), promuovendo una nuova pastorale universitaria nell’ateneo cattolico di Rio e l’Istituto di filosofia Giovanni Paolo ii ”. Inoltre, nel 2003, aveva aperto il seminario propedeutico Regina degli Apostoli e la scuola diaconale Santo Efrem.

Nella Conferenza episcopale brasiliana era stato presidente della regione Sud 4; membro della commissione nazionale della dottrina; responsabile della pastorale familiare nella regione Sud 1. Le problematiche legate alla famiglia lo avevano sempre appassionato: aveva pubblicati vari scritti su tale materia, tra cui «Preparazione al matrimonio e alla vita familiare», «Introduzione alla pastorale familiare», «Ministero dell’accoglienza». A livello nazionale era stato anche membro del Consiglio permanente e della Commissione per il santuario di Aparecida.

Giovanni Paolo ii lo aveva creato e pubblicato cardinale, nel concistoro del 21 ottobre 2003, assegnandogli il titolo dei Santi Bonifacio e Alessio. Nella Curia romana era stato membro del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali e della Pontificia Commissione per l’America Latina. Il 17 gennaio 2007 era stato anche nominato membro del Consiglio cardinalizio per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede.

È certo che il cardinale Scheid non è mai stato il tipo da evitare il confronto sui temi più scottanti per la società brasiliana. E il suo stile episcopale lo aveva illustrato intervenendo nel 2001 all’assemblea del Sinodo dei vescovi, parlando della missione del vescovo come uomo aperto all’accoglienza, alla comprensione e sacramento della bontà di Dio.

Nel 2005 aveva preso parte al conclave che aveva eletto Benedetto xvi .

Il 27 febbraio 2009 lo stesso Papa aveva accolto la sua rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi a motivo dell’età, nominando suo successore Orani João Tempesta che, con una lettera pubblica, gli aveva chiesto di restare nella residenza episcopale e di continuare a collaborare nella missione a Rio de Janeiro. «Non chiedo di più — era stata la risposta di Scheid — che fare il sacerdote in mezzo alla mia gente. Continuerò a rivolgermi soprattutto ai preti e ai giovani e continuerò a esortare il laicato a essere protagonista».

E da prete aveva dedicato proprio ai laici la celebrazione per i suoi venticinque anni di episcopato, nel maggio 2006. Quasi un compendio di tutto il suo ministero. In quell’occasione chiese ai sacerdoti di non sottrarsi alla piena collaborazione con il laicato, che «vede le cose in una prospettiva diversa e forse migliore». E facendo presente che il segreto del successo del sacerdozio consiste «nel saper accogliere bene il popolo di Dio». E con i giovani, in particolare, Scheid aveva voluto sempre dialogare a viso aperto. Appassionato di pallavolo, aveva cercato di entrare nel linguaggio e negli stili della cultura giovanile per un dialogo vero. Il 28 luglio 2010 aveva rinunciato anche all’ufficio di ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Brasile.