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Educazione

La lezione del Marocco

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13 gennaio 2021

All’ultimo anno delle scuole elementari
saranno impartiti corsi di storia e di cultura ebraica


Dal 2021 nelle scuole del Marocco — Paese dove l’islam è religione di Stato — saranno impartite lezioni di storia e di cultura ebraica ai giovani iscritti all’ultimo anno delle elementari: una decisione che alcuni osservatori considerano come una svolta epocale per il Regno che si appresta, inoltre, a normalizzare le sue relazione diplomatiche con Israele. «Questa introduzione è una prima assoluta nel mondo arabo. Ha l’effetto di uno tsunami», ha commentato con enfasi Serge Berdugo, segretario generale del Consiglio della comunità israelita in Marocco. Già presente nell’architettura, nella musica, nella cucina, “l’affluente ebraico” della cultura marocchina ora appare nei nuovi libri di testo di educazione civica della scuola primaria, in un capitolo dedicato al sultano Sidi Mohammed Ben Abdellah, noto come Mohammed iii , vissuto nel Settecento. Questo sultano alawita aveva scelto il porto di Mogador e la sua fortezza costruita dai coloni portoghesi per fondare la città di Essaouira, un centro diplomatico e commerciale che divenne sotto la sua guida l’unica città nella terra dell’Islam con una popolazione prevalentemente ebraica e ben 37 sinagoghe.

«Sebbene la presenza ebraica in Marocco sia anteriore al diciottesimo secolo — spiega Fouad Chafik, direttore dei programmi scolastici presso il ministero dell’educazione marocchino — le uniche prove storiche affidabili risalgono a questo periodo».

L’integrazione della storia ebraica nel curriculum educativo marocchino fa parte di un vasto programma di revisione dei libri di testo scolastici lanciato nel 2014. Piuttosto poco commentata in Marocco, la riforma è stata accolta favorevolmente da due associazioni ebraiche con sede negli Stati Uniti, la Federazione sefardita d’America e la Conferenza dei presidenti. «Permettere agli studenti marocchini di conoscere tutta la loro storia di tolleranza, incluso il filosemitismo marocchino, è un vaccino contro l’estremismo», hanno dichiarato queste associazioni.

Inoltre, il ministero dell’istruzione ha firmato con due associazioni ebraiche marocchine un accordo di partenariato «per la promozione dei valori di tolleranza, diversità e convivenza nelle scuole e nelle università». Simbolicamente, questo accordo è stato siglato alla Maison de la Mémoire d’Essaouira, un museo dedicato alla convivenza di ebrei e musulmani, in presenza del consigliere reale André Azoulay, una personalità di fede ebraica dedito alla promozione della tolleranza religiosa.

L’inserimento dell’identità ebraica nel corpus scolastico «consentirà di forgiare la percezione e la costruzione di futuri cittadini consapevoli del loro patrimonio plurale», sostiene Mohammed Hatimi, professore di storia ed esperto in materia. La riforma del programma della scuola primaria mira a «evidenziare la diversità dell’identità marocchina», sottolinea Chafiqi, precisando che probabilmente la revisione dei libri usati nelle scuole superiori, prevista per il 2021, integrerà anche questa «dimensione della diversità».

Presente in Marocco sin dall’antichità, la comunità ebraica — che rimane la più numerosa del Nord Africa — è cresciuta nel corso dei secoli, in particolare con l’arrivo degli ebrei espulsi dalla Spagna dai re cattolici nel 1492. Alla fine del 1940 contava 250.000 abitanti, ovvero circa il 10 per cento della popolazione, ma dopo la creazione dello Stato di Israele nel 1948 molti ebrei se ne sono andati via e attualmente ne sono rimasti circa 3.000.

di Charles de Pechpeyrou