· Città del Vaticano ·

L’avventura della crescita nell’ultimo libro di Roberto Piumini

Il viaggio di Maghita

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12 gennaio 2021

Maghita innanzitutto osserva. Osserva il fiume largo e lento vicino a casa sua; osserva l’acqua che scorre sempre nella stessa direzione, osserva i pesci, che invece vanno a zonzo. Maghita osserva, poi inizia a fare domande al nonno, finché un giorno decide di partire: navigando sul fiume, vuole andare a vedere il mare. Prende allora una delle sue barche giocattolo, la porta a riva e la mette in acqua. «“Più grande, per favore”, e la barca s’ingrandì – racconta Roberto Piumini – perché questa è una fiaba, e nelle fiabe si può». Imbarcandosi, la bambina decide di portare con sé una serie di oggetti a lei molto cari (la tazza per il latte con i biscotti, l’orsacchiotto Pilù e il suo vasino da notte). Con lei si imbarca anche il nonno; è stato lui a chiederle di potersi aggregare perché si annoia un po’.

Il viaggio è bellissimo: non c’è molto da fare se non continuare in quell’arte dell’osservazione in cui Maghita è così brava. Il paesaggio da guardare, «molte cose da vedere, profumi da annusare, persone da salutare». E poi ci sono tantissimi incontri: spesso, infatti, la bambina decide di attraccare, conoscendo così tante realtà diverse. Sono incontri che la trasformano, e che le richiedono anche di separarsi dai suoi oggetti; separazioni dolorose ma costruttive. I regali che fa Maghita, infatti, sono regali che arricchiscono chi li riceve, che continuano a vivere in loro, che aiutano i destinatari, che ridanno loro il sorriso.

Eccoli dunque, Maghita e l’anziano in viaggio, protagonisti de Il nonno e la bambina (Milano, 2020, pagine 48, euro 14,90), l’ultimo libro della collana «Gli Aquiloni» che le Edizioni Terra Santa dedicano ai piccoli lettori. Il racconto del viaggio si articola in avventure foriere di meraviglia e conoscenza, di dono, ma anche di separazione dalle cose e dagli affetti. Anche da ciò che non si vorrebbe mai lasciare.

Perché a un certo punto Maghita deve separarsi anche da lui, da quella presenza saggia e tanto amata che l’ha introdotta nell’avventura, cioè nella vita. «Sei sicuro, nonno, di voler restare qui?», chiede la bambina quando la barca tocca la riva. «Come sono sicuro di volerti bene, Maghita!», risponde lui. Comincia la grande avventura di crescere.

Roberto Piumini, noto autore per l’infanzia (dopo tanti anni dedicati all’insegnamento e al teatro) firma questo poetico racconto insieme a Cecco Mariniello, illustratore di fama internazionale (e per due volte vincitore del Premio Andersen). Racconto che non è altro che una delicata rappresentazione della vita tra realtà e fantasia, scoperta e condivisione, gioia e dolore. E tante, tantissime domande in cerca di risposta.

L’ultimo grande passo Maghita lo compie quando — «con gli occhi e il cuore pieni di bellezza» — capisce che è arrivato il momento di tornare. Tornare per raccontare ciò che ha visto, ciò che ha imparato. «La barca non era un salmone, ma risaliva lo stesso la corrente, perché questa è una fiaba, e nelle fiabe si può».

di Silvia Gusmano