· Città del Vaticano ·

Il TurkStream e il mercato del gas in Europa

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09 gennaio 2021

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha inaugurato, nei primi giorni dell’anno, il troncone serbo del gasdotto Turk-Stream. Si tratta di un imponente infrastruttura energetica destinata a portare il gas dei Paesi dell’Est verso la Turchia e l’Europa Centrale, attraversando la regione balcanica. Una svolta importante nell’industria del gas.

Vucic ha evidenziato l’importanza strategica del Turk-Stream e le sue ricadute sulla sicurezza energetica e la stabilità del Paese. Il tratto che ricade nel territorio serbo è lungo oltre quattrocento chilometri e parte dalla città di Zajecar, al confine con la Bulgaria e termina presso Horgos, lungo la frontiera con l’Ungheria. Il TurkStream ha una capacità di oltre trentuno miliardi di metri cubici di gas e il gigante energetico russo Gazprom si è occupato della sua costruzione. Com’è noto la Russia è il più grande fornitore di gas dell’Unione europea e negli ultimi anni ha cercato di trovare nuove strade per evitare che la risorsa naturale raggiunga il Vecchio continente, come è stato per molti anni, passando dall’Ucraina.

Le relazioni diplomatiche tra la Serbia e la Russia sono tradizionalmente amichevoli ma sussistono alcune problematiche di carattere geopolitico che ne ostacolano il pieno sviluppo.

Diverse nazioni dei Balcani che confinano con la Serbia fanno ormai parte dell’Alleanza Atlantica, come il Montenegro che vi è entrato nel 2017 e la Repubblica della Macedonia del Nord nel 2019 e l’influenza russa nella regione si è indebolita.

Il presidente Vucic ha mantenuto un certo livello di cooperazione in ambito economico e militare tanto con l’Occidente quanto con la Russia anche se ha siglato, nel 2019, un accordo di libero scambio con l’Unione economica euroasiatica, un’organizzazione internazionale che include diversi Paesi dell’ex Unione sovietica ed è capeggiata da Mosca. Negli ultimi anni la Serbia ha acquistato armamenti militari dalla Russia e nel 2019 le Forze Armate dei due Stati hanno preso parte ad una importante esercitazione militare congiunta.

di Andrea Walton