· Città del Vaticano ·

Un bene fragile

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07 gennaio 2021

Cosa insegna l’assedio del Congresso inscenato ieri dai sostenitori di Donald Trump? In primo luogo fa comprendere che la politica non può prescindere dalle responsabilità individuali, soprattutto da parte di chi detiene il potere ed è in grado — attraverso una narrazione polarizzante — di mobilitare migliaia di persone. Chi semina vento raccoglie tempesta e ora è fin troppo facile collegare gli avvenimenti di Washington alle accuse di brogli lanciate da Trump dopo il voto del 3 novembre, accuse che non hanno mai trovato un riscontro oggettivo.

L’insurrezione di ieri fa capire inoltre che il trumpismo è destinato a lasciare un solco profondo nella scena politica a stelle e strisce. Quanto meno è destinato a cambiare gli equilibri all’interno del partito repubblicano, che potrebbe essere costretto a una scissione. Il Paese è profondamente diviso, ma, in realtà, non più di quanto lo fosse prima. Trump è riuscito però ad addensare intorno a sé e a dare cittadinanza a una galassia di movimenti che in precedenza avevano poca visibilità e che difficilmente rinunceranno a far sentire la loro voce nel prossimo futuro.

Ma l’insegnamento fondamentale è quello che Joe Biden ha portato agli occhi del mondo nel drammatico discorso con cui ha richiamato il presidente Trump alla sua responsabilità costituzionale. La democrazia è un bene fragile, che va sempre difeso, anche in Paesi, proprio come gli Stati Uniti, in cui la democrazia stessa sembra un bene ormai ampiamente acquisito. E il primo passo nella difesa della democrazia sta nell’accettazione delle sue regole, della fisiologica dinamica di alternanza che costituisce la sua ricchezza e la sua garanzia. «La lealtà del giuoco democratico è soprattutto nel saper perdere», scriveva nel 1952 Piero Calamandrei, giurista e tra i padri della Costituzione della Repubblica italiana. Sono trascorsi quasi settanta anni, ma la marcia su Washington dimostra la stringente attualità e la costante validità di queste parole.

di Giuseppe Fiorentino