· Città del Vaticano ·

Risolvere i problemi delle persone più fragili significa risolvere i problemi di tutti

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02 gennaio 2021

La povertà a Roma


I dati del rapporto sulla povertà a Roma della Caritas diocesana, pubblicati a dicembre, registrano una città in grave affanno. Nel 2019, si registrava già un forte peggioramento delle condizioni di precarietà socio-economica di un numero sempre maggiore di persone e di famiglie e, allo stesso tempo, l’allargamento della forbice tra classi sociali, con forti polarizzazioni. Nei primi mesi del 2020, con l’avvento del covid, questa situazione si è accentuata. Complessivamente, la quota di popolazione a rischio povertà è del 18%. L’impossibilità di affrontare spese legate all’abitazione o spese improvvise e la deprivazione abitativa (immobili insicuri o precari, mal riscaldati o in condizioni igieniche inadatte, alloggi in strada, roulotte o tende, ecc.) sono in costante accelerazione, con una percentuale del 6,9% sull’intera popolazione, superiore di quasi 2 punti rispetto al dato nazionale (pari al 5%). Dal marzo 2020 la popolazione romana è costretta a fronteggiare oltre all’emergenza sanitaria anche l’emergenza sociale e alimentare. Un disagio multifattoriale a cui la miriade di organizzazioni presenti sul territorio offre un complesso programma di sostegno. Per orientarsi nei luoghi di aiuto e accoglienza, Sant’Egidio pubblica, ogni anno, la guida Dove, una specie di bussola per ottenere più facilmente le informazioni necessarie. Dove mangiare, dove dormire, dove lavarsi, dove curarsi, dove ottenere documenti, pensione, buoni spesa, sussidi, sostegno, ascolto. «La risposta è la rete», ha affermato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, durante la conferenza stampa di presentazione della guida. «Se è aumentata la povertà, è cresciuta anche la solidarietà, in termini sia economici sia di volontariato, rappresentato anche da molti giovani. Risolvere i problemi delle persone più fragili significa risolvere i problemi di tutti, perché, come dice Papa Francesco, ci si salva solo insieme». Nell’emergenza è nato anche un nuovo impegno della Comunità, quello per la salute. In collaborazione con gli ospedali S. Giovanni Addolorata, Bambino Gesù e Lazzaro Spallanzani, si garantiscono tamponi a fasce vulnerabili della popolazione.
Tra i beneficiari, anche i cittadini stranieri che, non avendo il medico di base, non possono richiedere il tampone attraverso la ricetta elettronica.

di Marina Piccone