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Altri 1.000 rohingya trasferiti su un’isola a rischio inondazione

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30 dicembre 2020

È iniziato in Bangladesh il secondo, controverso, trasferimento di circa 1000 rifugiati di etnia rohingya dal campo profughi di Cox’s Bazar (il più grande al mondo) all'isola di Bhashan Char, nel Golfo del Bengala, considerata a rischio inondazioni. Lo hanno confermato i responsabili dei rifugiati della minoranza musulmana, costretta negli anni ad abbandonare lo Stato del Rakhine, in in Myanmar, a causa delle ripetute violenze dei militari governativi.

Il Bangladesh intende spostare circa 100.000 profughi rohingya, nonostante le preoccupazioni internazionali sulla loro sicurezza. Oltre 1.600 sono già stati trasferiti sull'isola all’inizio del mese di dicembre. Alla luce delle aspre critiche delle organizzazioni per i diritti umani e civili — con l’Onu che afferma di non avere nulla a che fare l'operazione —, i responsabili del Bangladesh sottolineano che i trasferimenti sono volontari e l’isola è uno «splendido resort».

Bhashan Char è un’isola di 52 chilometri quadrati praticamente al livello del mare, dove alluvioni e cicloni sono la norma. Le agenzie umanitarie internazionali e le Nazioni Unite si sono opposte al trasferimento da quando è stato proposto per la prima volta nel 2015, esprimendo il timore che una grande tempesta possa travolgere l'isola e mettere in pericolo migliaia di vite. Le strutture dell'isola — emersa solo venti anni fa — sono progettate per ospitare 100.000 persone, una piccola parte del milione di musulmani rohingya fuggiti dalle violenze in Myanmar e che attualmente vivono in campi profughi affollati e tra scarse condizioni igieniche nel distretto di Cox's Bazar.

L'isola ha comunque argini di protezione dalle inondazioni, case, ospedali e moschee costruite dal Bangladesh.