· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

Voglia di novità e di rischio

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29 dicembre 2020

Parlando della secolarizzazione che lentamente ma progressivamente avanza anche in Italia, un giornale aveva questo titolo: «Battesimi in calo, aumentano i divorzi: così l’Italia si scopre più laica».

Di fronte a questa realtà, che non si può negare o nascondere, facciamo bene noi cristiani, noi che abbiamo ricevuto il Battesimo, a riscoprire i nostri impegni, il nostro dovere a vivere con maggiore coerenza la nostra fede.

La festa del Battesimo di Gesù ci offre questa occasione. Basta leggere il Vangelo odierno: uscendo dalle acque del Giordano, Gesù prende coscienza della sua missione.

Anche noi battezzati dobbiamo essere disponibili a un impegno a cui non possiamo venir meno, senza tradire il dono che abbiamo ricevuto. Se la secolarizzazione della società avanza, forse è perché noi cristiani battezzati non diamo una chiara testimonianza di fede; viviamo in maniera fredda e abitudinaria la nostra religione.

Scriveva a questo proposito Pablo Neruda: «Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia mai la marcia, chi non osa mai rischiare!».

Ecco quello che ci manca, forse: una marcia in più; un desiderio di novità, di freschezza nel vivere il cristianesimo. In modo da offrire a chi non crede un’immagine bella e affascinante di Cristo , della fede, della religione, della Chiesa...

L’abitudine è una rete che imprigiona mente, cuore, mani, rendendoci alla fine schiavi. L’acqua del Battesimo, invece, ci richiama freschezza, vita nuova, sensazioni nuove, desideri nuovi, voglia di novità e di rischio.

Ricordiamo più spesso gli impegni del nostro Battesimo e, se necessario, facciamo opere di conversione, la quale presuppone appunto un cambiare strada, invertire la rotta, cambiare mentalità.

Se possiamo, ritorniamo qualche volta al fonte in cui siamo stati battezzati, e guardando quell’acqua, preghiamo che rinfreschi la nostra fede, la rinvigorisca, la rinnovi, la ridesti e la ravvivi!

di Leonardo Sapienza